von mas 12.04.2026 18:45 Uhr

I 40 anni della SK Telve “dele Giurisdizion de Ivan, Telvana e Castelalto”.

„E se oggi dichiararsi tirolese e impegnarsi come Schütze o Marketenderin non è sempre facile, immaginatevi com’era quarant’anni fa, Ci voleva consapevolezza del proprio essere ‚altro‘ rispetto al modello imperante, ci voleva coraggio, ci voleva anche un po‘ di incoscienza.“

Foto: Welschtiroler Schützenbund

Si è tenuta oggi la celebrazione per i quarantanni di rifondazione della Schützenkompanie Telve, che quando è nata si chiamava – con un richiamo ancora più forte alle proprie radici ed alla propria identità – „dele Giurisdizion de Ivan, Telvana e Castelalto“.

Una giornata solenne e festosa insieme, con la partecipazione naturalmente dei vertici del Welschtiroler Schützenbund con il Landeskommandant Enzo Cestari e la Bundesleitung,  di tante compagnie e delegazioni dal Welschtirol, e con la presenza di numerose autorità civili del territorio.  Fra queste, citiamo il presidente del Consiglio Regional Paccher (valsuganotto), e ben cinque fra sindaci e rappresentanti comunali (Telve, Carzano, Castel Ivano, Ronchi e Samone), oltre all’assessore della Comunità di Valle,  che indossavano (giustamente e correttamente) il medaglione.

La prima sfilata ha portato tutti i presenti alla Chiesa di Telve, dove don Roberto ha celebrato la Santa Messa.  Quindi, sul palco davanti alla Parrocchiale, si sono susseguiti il benvenuto agli ospiti, gli indirizzi di saluto delle autorità ed il discorso commemorativo ufficiale, affidato a Giuseppe Corona, co-fondatore ed a lungo Capitano della Schützenkompanie, oltre che Landeskommandant-Stellvertreter del Welschtiroler Schützenbund.

  • Foto Stefano Delucca

„Era il 20 Aprile 1986, quando presso la Sala Rossa del Comprensorio della Bassa Valsugana e Tesino venne presentata ufficialmente per la prima volta la S.K. dele Giurisdizion de Ivan, Telvana e Castelalto, divenuta in seguito S.K. Telve. Seguì nell’Ottobre del 1987, nella Cappella del Castello di Ivano la benedizione della prima bandiera; nel maggio 1988 la Festa di Rifondazione nella piazza di Borgo Valsugana, seguita poi dai festeggiamenti per i 5, 15, 25 e 30 anni tenuti qui a Telve.  E’ quindi con un misto di emozione e di orgoglio, che oggi ci ritroviamo qui per i primi 40 anni di rifondazione della S.K. Telve “dele Giurisdizion de Ivan, Telvana e Castelalto” – ha esordito Corona.

Quasi mezzo secolo di storia che vorrei introdurre con le parole di Gudrun Kofler, consigliera del Land Tirol, nipote di Georg e di Eva Klotz, pronunciate lo scorso anno in occasione del 25. di rifondazione della Schützenkompanie Primor Giuseppina Negrelli: Qui nel Tirolo di lingua italiana, dove la nostra cultura, la nostra identità e la nostra storia sono particolarmente minacciate, ogni compagnia Schützen è molto più di un semplice sodalizio. È un baluardo contro l’oblio. Qui, chi si dichiara tirolese, chi indossa un costume tradizionale, chi si impegna come Schütze o Marketenderin – spesso non trova riparo nella nostra storia, ma deve affrontare grandi difficoltà e resistere ai venti più tempestosi.”

Parole che si adattano perfettamente alla realtà dei giorni nostri… ma ancora di più descrivono quello che noi abbiamo vissuto nel 1986. Perchè se oggi “dichiararsi tirolese e impegnarsi come Schütze o Marketenderin” non è sempre facile, immaginatevi com’era quarant’anni fa!  Dopo decenni di continuo lavorio per la cancellazione dell’identità, la negazione delle radici, la sostituzione della memoria, chi indossava le “braghe de corame” o il dirndl, veniva spesso guardato con derisione, talvolta addirittura con sospetto. Ci voleva consapevolezza del proprio essere “altro” rispetto al modello imperante, ci voleva coraggio, ci voleva anche un po‘ di incoscienza – ha ricordato Giuseppe Corona.

Senza dubbio, il nostro gruppo che nel 1986 aveva deciso di ridare vita alla Compagnia Schützen “dele Giurisdizion de Ivan, Telvana e Castelalto” – guidato dal compianto Hauptmann Franco Zanghellini – sapeva bene quello che faceva e quello a cui poteva andare incontro.  Ma convinti e tenaci, abbiamo ricostituito la compagnia. Nel tempo abbiamo fatto capire che le Marketenderinnen e gli Schützen non sono folklore, ma memoria; memoria capace di salvaguardare la Nostra Identità Tirolese e di tramandare le Tradizioni, conservando il Fuoco, e non adorando le Ceneri che lo stesso produce.

Noi siamo i discendenti di quelle genti Valsuganote e Tasine che sono entrate a far parte della Contea del Tirolo nel 1413;

Di quegli uomini tirolesi che – nel 1511 con il “Landlibell – l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, obbligava ad intervenire in armi solo per la difesa dei propri confini;

Degli Schützen che – al comando di Andreas Hofer – hanno difeso la nostra Heimat dagli invasori franco-bavaresi nel 1796 e nel 1809;

Noi siamo gli eredi di quel Popolo scomparso in Galizia e sui Carpazi, negli sfollamenti di Boemia e negli esilii di Basilicata, sulle nostre montagne dopo la dichiarazione di guerra da parte del Regno d’Italia; nei campi di prigionia di Isernia e dell’Asinara a guerra finita; che nel primo conflitto mondiale ha contribuito con oltre 65.000 fra Kaiserjäger, Landeschützen, Kaiserschützen, Standschützen, richiamati e volontari, e con più di 12.000 caduti, a servire e a difendere la nostra Patria Austriaca;

Siamo Figli di quei soldati che hanno combattuto nel secondo conflitto mondiale, chi con la divisa dell’esercito italiano, chi come mio padre con la contraerea tedesca della Flak, chi con la Polizia Trentina nel periodo dell’Alpenvorland.

Purtroppo abbiamo dovuto constatare che non solo la politica nazionale, ma anche quella locale, ha cercato in tutti i modi di isolare, di censurare chi – come Noi – ha sempre operato per far riemergere quanto è stato cancellato e nascosto da un regime che ancora perdura.  Stiamo ancora subendo quel “Cambiamento” instauratosi nel primo dopoguerra e continuato nel secondo, quando i Nuovi Uomini del “Potere Trentino”, con disinvoltura hanno tolto la “camicia nera” ed indossato quella “bianca”, portando avanti la politica di italianizzazione iniziata dal ventennio fascista; stiamo ancora subendo la politica degli anni ’60, che quasi portò il Sudtirolo alla guerra civile.  Pensiamo ai Freiheitskaempfer, pensiamo a Sepp Kerschbaumer, a Georg Klotz, a Luis Amplatz ed ai tantissimi altri “Combattenti per la Libertà”, padri di famiglia, che ancora oggi qualcuno chiama Terroristi.  Pensiamo ai nostri avi caduti per aver difeso la loro “Piccola Patria fra i Monti”, la loro e nostra Terra.

Quarant’anni fa abbiamo pensato a loro facendoci delle domande: a chi tocca ora, lottare per la Libertà?  A chi tocca ora far capire che la nostra autonomia non è una concessione ma un dirittoA chi tocca ora, combattere per l’unità del Tirolo? 

n questi 40 anni noi abbiamo cercato di fare del nostro meglio,  non con le armi, sia ben chiaro. Noi siamo Uomini e Donne che hanno sempre professato la pace ed il dialogo; le nostre armi, adesso come allora, vanno cercate nelle leggi che la democrazia ed il diritto internazionale ci mettono a disposizione.

Abbiamo sempre sollecitato i Sindaci ad utilizzare il Medaglione di Rappresentanza con impresso lo stemma del Comune, come previsto dall’Articolo 7 del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 12 Luglio 1984, n. 12/L.  e continueremo a farlo.
Abbiamo sollevato la questione della toponomastica che ha visto anche da noi la mano del boia del Tirolo – un certo Ettore Tolomei – operare per togliere l’anima ai nostri centri abitati, cambiando i nomi alle Vie e deturpando a piacimento monumenti commemorativi.
In questi ultimi due anni abbiamo ripetutamente sollecitato sulle tematiche Euroregionali l’assessore con competenza specifica alla promozione dell’Autonomia e dell’Euregio; ma per il momento a questo riguardo regna il silenzio e la delusione è grande…

Ma noi non possiamo e non vogliamo arrenderci, e continueremo le nostre battaglie, certi di essere nel giusto.

Dobbiamo portare avanti l’istanza identitaria con le nostre forze, con unità, senza paure e timori reverenziali come abbiamo sempre fatto.
Dobbiamo  noi tutti sentirci un po’ meno Italiani, ma molto più Tirolesi ed Europei; solo così potremo contribuire in modo concreto al rafforzamento della Nostra Autonomia Speciale facendola crescere ed evolvere a livello Euroregionale – ha dichiarato Corona, avviandosi alla conclusione del suo intervento.

Dobbiamo credere in questo “sogno” lavorando tutti assieme ed in modo unitario nel proporre azioni e iniziative atte ad istituzionalizzare l’Euregio Tirolo nel nuovo contesto europeo che si va profilando: una Terra libera e feconda nel cuore della vera Europa, quella dei Popoli e delle Regioni.

Sono stati poi consegnati gli attestati commemorativi del Quarantesimo agli Schützen fondatori della Compagnia ancora in vita: Giuseppe Corona, Mario Dalsasso, Enrico Fedele,  Giuliano Orsingher, Giulio Pecoraro, Luciano Perozzo, Fabrizio Trentin, oltre alla Marketenderin Maria Varesco.  Il Landeshymne e la Ehrensalve hanno chiuso la parte ufficiale della giornata.

La sfilata è poi ripartita, transitando per via Andreas Hofer (e anche questa denominazione non è un caso, ma un chiaro segno di memoria, di radici, di senso di appartenenza), dove le Compagnie hanno reso omaggio alle autorità nella Defilierung; la festa è continuata presso il centro polivalente, fra convivialità, allegria e la musica della Banda Folkloristica di Telve

  • Foto Stefano Delucca
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