von fpm 10.04.2026 13:00 Uhr

Immigrazione incontrollata

Il Südtirol non deve diventare il campo profughi d’Europa.

(Foto: STF) elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Il Südtirol non deve subire le conseguenze di anni di politiche migratorie europee completamente errate. Mentre Austria e Germania rimandano i migranti in Italia attraverso il Passo del Brenner, Bozen rischia sempre più di diventare una discarica per questo flusso migratorio. L’attuale escalation della situazione dei rifugiati al Passo del Brenner fa seguito alle nuove norme UE sui paesi terzi sicuri e sui paesi di origine sicuri, adottate a livello europeo nel febbraio 2026. I problemi legati alle migrazioni di massa non possono essere semplicemente scaricati sul Südtirol. Non è possibile che le persone attraversino l’Europa, vengano rimandate indietro e poi finiscano proprio qui. In definitiva, a soffrire sono i cittadini locali, già sottoposti a crescenti pressioni per quanto riguarda alloggi, servizi sociali, sicurezza e ordine pubblico.

«Il Südtirol non deve diventare il campo profughi d’Europa! Chiunque rientri dall’Austria o dalla Germania non deve essere bloccato in Südtirol. Queste persone devono essere trasferite in un centro di accoglienza statale in Italia o in un centro al di fuori dell’Italia, da dove si possa organizzare il loro rapido rimpatrio nei rispettivi paesi d’origine», sottolinea Sven Knoll, membro del Süd-Tiroler Freiheit.

«Il problema migratorio va risolto alle frontiere esterne dell’UE e non a Bolzano, non al Passo del Brenner e certamente non a spese della nostra popolazione». Il Süd-Tiroler Freiheit chiede pertanto azioni concrete anziché infiniti vertici senza risultati. Il Südtirol ha bisogno di protezione dall’immigrazione incontrollata, di maggiore sicurezza per i suoi cittadini e di una politica che dia priorità alla propria popolazione e alla sua tutela.

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