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Briciole di Memoria: Giuseppe Bonani, l’Oberst dimenticato

Federico Martelli, appassionato ricercatore della nostra storia, ha seguito le tracce di Giuseppe Bonani. Il destino del  Tenente Colonello dei Tiroler Kaiserjäger si incrocia con quello di Cesare Battisti,  ma dopo il termine della Prima Guerra Mondiale su di lui cadono il silenzio e l’oblio.

Una delle personalità del Tirolo di lingua italiana su cui è calato il silenzio dopo il termine della Prima Guerra mìMondiale è il Tenente Colonnello TKJ Giuseppe Bonani – scrive Federico Martelli nella nota che ha trasmesso alla redazione di UT24.

Nato a Trento il 7 novembre 1862, era figlio di Giuseppe, orefice, e di Catterina Zanolla;  la famiglia paterna era originaria di Lanza di Rumo in Val di Non da dove il nonno paterno, un altro Giuseppe, emigrò in città intorno al 1820: nei registri parrocchiali egli è successivamente qualificato come negoziante o commerciante di lini. Fra i membri di questa casata si può ricordare anche il gesuita padre Giuseppe Bonani (1698-1768), missionario alle isole Marianne e morto nelle Filippine, che ebbe il merito di tradurre alcune opere dottrinali in lingua indiana.

Forse grazie all’esempio dello zio paterno, l’ungherese Josef Putz – I. R. Bargello militare di stanza a Trento ai tempi della sua infanzia, sposo a Maria Filomena Bonani, sorella del padre – Giuseppe intraprese fin dal 1878, all’età di 16 anni, una brillante ed ascendente carriera militare nelle fila dell’esercito dell’Impero d’Austria – Ungheria, entità statuale alla quale giurò, e mantenne, fedeltà,  rispetto ed onore fino alla morte.

Promosso Tenente Colonnello (Oberstleutnant) nel 1889,  fu Colonnello di piazza (Platzkommandant) a Pergine Valsugana ed a Rovereto. Con tale qualifica si definiva un Ufficiale incaricato della sicurezza di una piazzaforte tramite la direzione dell’ordine interno e della difesa esterna. Dopo lo scoppio delle ostilità belliche, nel 1915 venne destinato alla Fortezza di Trento, il Castello del Buonconsiglio, come Comandante di tappa (Etappenkommandant) ovvero il responsabile logistico ed amministrativo delle linee di comunicazione dell’esercito nel territorio cittadino, con compiti di supervisore e controllore dei transiti: soldati, rifornimenti bellici, viveri ecc., e di gestione di eventuali prigionieri politici.

Bonani, perciò, era Comandante di tappa al Castello del Buonconsiglio proprio nell’estate del 1916, quando giunse la notizia del clamoroso arresto di Cesare Battisti e di Fabio Filzi. In tutti i libri e le pubblicazioni riguardanti questo avvenimento egli viene citato solo per brevi cenni e, come si può supporre, in modo non imparziale.

Data la scarsità ed inattendibilità di informazioni a questo specifico riguardo, è possibile riferire solo che, per i doveri che era precipuamente tenuto a svolgere nel suo ruolo, si trovò a gestire logisticamente l’arrivo dei prigionieri a Trento, la carcerazione ed a presenziare personalmente al processo ed alla sepoltura dei due irredentisti.

 

Il suo ultimo ma brevissimo incarico fu quello di Colonnello della riserva (Oberst der Reserve) al fronte rumeno. Brevissimo in quanto si spense, a causa di fulminea malattia, il 16 marzo 1917 ad Urlați, città rumena nella regione di Muntenia. Egli venne temporaneamente sepolto dai fedeli camerati nel camposanto del luogo. L’epitaffio voluto dalla vedova signora Elena Tomedi recita: “Fino all’ultimo respiro egli si affaticò pel bene della sua patria che tanto amava (il Tirolo), sacrificando la stessa sua vita per l’adempimento scrupoloso del proprio dovere”.

Nel suo percorso militare venne decorato con le seguenti onorificenze: Croce Militare al Merito di 3ª Classe con Decorazione di Guerra; Medaglia Militare al Merito “Signum Laudis” (Bronzo); Medaglia Militare al Merito “Signum Laudis” (Argento); Distintivo di Servizio Militare di Seconda Classe per Ufficiale; Medaglia Commemorativa del Giubileo “Signum Memoriae” (Bronzo) 1898; Croce Militare del Giubileo 1908. (Federico Martelli qui ringrazia Ivan Iver Chudy’ per l’identificazione di tutte le medaglie).

 

Curiosamente i destini di Giuseppe Bonani e di Cesare Battisti, con le loro scelte esistenziali opposte ed inconciliabili, in certo qual modo si incrociarono nuovamente. Nell’anno 1935, infatti, le spoglie mortali dell’uno potevano tornare dalla Romania a Trento per essere inumate nel civico cimitero mentre le spoglie mortali dell’altro ne erano tolte per essere traslate nel Mausoleo ad egli dedicato sul Doss Trento.

  • Necrologio sull'Innsbrucker Nachrichten del 28 marzo 1917
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