Una „Volta“ piena di Estelades

Come riporta „La República“, il quotidiano digitale catalano legato all’area indipendentista, l’organizzazione ha coordinato mobilitazioni nelle diverse tappe, riempiendo i bordi delle strade di “estelades” (le bandiere catalane) e rendendo visibile la rivendicazione catalana in un evento di grande impatto mediatico internazionale. Da Sant Feliu de Guíxols fino all’arrivo finale a Barcellona, passando per tappe come La Seu d’Urgell–Coll de Pal o Berga–Queralt, le immagini delle estelades sventolanti sono state costanti.
L’ANC aveva lanciato un appello esplicito nei giorni precedenti l’inizio della corsa per “accoglierla come merita” e aveva chiesto alle sue assemblee territoriali di organizzarsi lungo il percorso della competizione. Il risultato è stato evidente: un’atmosfera festosa e rivendicativa che ha dato colore e identità catalana alla gara. I partecipanti hanno dovuto anche sopportare il controllo dei Mossos, più preoccupati di coprire le estelades che della sicurezza dei ciclisti.
L’ANC è rimasta sola nella rivendicazione: né l’UFEC, né la Piattaforma Pro Selezioni, né i partiti indipendentisti si sono mossi. Colpisce infatti l’assenza di due enti che avrebbero potuto contribuire a questa visibilità: l’Unione delle Federazioni Sportive della Catalogna (UFEC) e la Piattaforma Pro Selezioni Sportive Catalane, che appare ancora inattiva e in fase di liquidazione. Nessuna delle due ha partecipato attivamente né collaborato con la mobilitazione popolare per rendere presente la bandiera e la rivendicazione catalana durante la Volta.
Questa mancanza di sostegno contrasta con lo sforzo organizzativo e l’impegno diretto di centinaia di volontari dell’ANC, che hanno fatto sì che la corsa non passasse inosservata. Questa edizione della Volta dimostra, ancora una volta, che quando l’indipendentismo si organizza e scende in strada con costanza, riesce a riempire di estelades i grandi eventi sportivi.
Il lavoro dell’ANC è stato impeccabile ed efficace, mentre l’inazione dell’UFEC, della Piattaforma e dei partiti indipendentisti mette in luce un’occasione mancata per difendere insieme la presenza e il riconoscimento della Catalogna in ambito sportivo. Lavoro fatto da una parte; silenzio incomprensibile dall’altra.






