Ri-Val: 467 immobili individuati, prime consegne a fine 2026

Sono oltre 460 gli alloggi inutilizzati individuati dai comuni trentini e pronti a essere reimmessi sul mercato della locazione a canone agevolato. Parte da qui Ri-Val, il progetto promosso dalla Provincia autonoma di Trento per contrastare lo spopolamento delle valli e sostenere la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Obiettivo: realizzare circa 300 alloggi riqualificati, accessibili e sostenibili. Le prime consegne sono previste a fine 2026.
Il punto sull’iniziativa è stato fatto mercoledì nel corso del seminario ospitato all’Aula Magna della Fondazione Franco Demarchi, al quale hanno partecipato l’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori, il presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, Michele Cereghini, di Fondazione Demarchi, Paolo Decarli, numerosi sindaci e amministratori locali, rappresentanti del mondo del credito ed esperti del settore.
La mappatura: 467 alloggi valorizzabili

La prima ricognizione effettuata da Provincia, Cassa del Trentino ed Euregio Plus SGR – incaricata di avviare le azioni necessarie e propedeutiche all’istituzione del Fondo immobiliare Ri-Val, che andrà a gestire l’iniziativa – ha permesso di individuare 467 alloggi potenzialmente valorizzabili, distribuiti sull’intero territorio provinciale. La mappatura tiene conto delle proprietà provinciali, di Patrimonio del Trentino e di Itea, oltre alle segnalazioni dei comuni che hanno indicato la disponibilità di 70 immobili per complessivi 313 alloggi.
I dati evidenziano una disponibilità significativa in alcune aree: la Val di Fiemme (86 alloggi), la Valsugana (75) e la Val di Non (64), seguite dalle Giudicarie (50) e dall’Alta Valsugana e Bersntol (45). Quote più contenute si registrano negli altri territori – 24 alloggi nella Valle dell’Adige e 2 nella Comunità Alto Garda, ambiti su cui insiste Ri-Urb , l’altro intervento di housing sociale promosso dalla Provincia – a conferma però di una diffusione capillare delle opportunità di recupero del patrimonio edilizio esistente.
Il modello Ri-Val prevede la costituzione di un fondo immobiliare in grado di attrarre risorse pubbliche e private – circa 60 milioni di euro complessivi – attraverso il quale gli immobili non più utilizzati vengono riqualificati e destinati prioritariamente a finalità abitative a canone moderato. L’obiettivo è realizzare circa 300 alloggi riqualificati, accessibili e sostenibili, capaci di rispondere ai fabbisogni abitativi di diverse categorie – lavoratori, famiglie, giovani, anziani autosufficienti e studenti – e contribuire al mantenimento dei servizi essenziali nei territori. Tra gli strumenti previsti anche formule innovative come l‚affitto con riscatto, particolarmente pensato per le aree svantaggiate, dove il contributo provinciale potrà coprire fino al 40% del canone di locazione a partire dal secondo anno (100% nel primo anno), permettendo all’inquilino di accumulare una quota destinata all’acquisto futuro dell’abitazione.






