von fpm 22.03.2026 13:00 Uhr

Eruzioni che stanno cambiando il mondo (1)

A Bozen si può ammirare la potenza dei supervulcani.

Immagine AI, web elab grafica fpm

Quando eruttano, i vulcani rappresentano un pericolo per un’intera regione. I supervulcani, invece, possono avere ripercussioni globali. Mentre i Campi Flegrei vicino a Napoli ribollono sotto la superficie, un supervulcano nella zona di Bozen ha plasmato il paesaggio milioni di anni fa. Le tracce di questo evento sono ancora visibili oggi. L’Homo sapiens abita la Terra da almeno 200.000 anni. Ma la storia di successo dell’umanità è più fragile di quanto si pensasse in precedenza. Un improvviso aumento dei livelli di zolfo nell’atmosfera, rilevato dai ricercatori utilizzando campioni di carote di ghiaccio in Antartide, suggerisce che l’umanità fosse già sull’orlo dell’estinzione 74.000 anni fa. Si sospetta che la causa sia da attribuire all’eruzione del vulcano Toba, sull’isola indonesiana di Sumatra. Oggi, in quella zona si trova il lago Toba, il più grande lago craterico del mondo, che misura 100 chilometri di lunghezza e 30 chilometri di larghezza. Durante l’eruzione, oltre 4.000 chilometri cubi di cenere, gas e roccia vulcanica furono espulsi nell’atmosfera. Le nubi eruttive, con temperature fino a 800 gradi Celsius, si innalzarono per otto chilometri nell’aria. È probabile che ogni forma di vita entro un raggio di 100 chilometri sia stata spazzata via.

Dopo il caldo arriva il raffreddamento globale: poiché l’anidride solforosa emessa potrebbe aver bloccato la luce solare, è probabile che le temperature in tutto il mondo siano diminuite. Il pericolo rappresentato dai supervulcani non si limita all’Anello di Fuoco del Pacifico. Anche il Nord America ne possiede uno: si trova sotto il Parco Nazionale di Yellowstone (nella foto), caratterizzato da geyser e oltre 10.000 sorgenti termali. La sua eruzione potrebbe essere ancora più devastante, soprattutto considerando che una camera magmatica di circa 90 per 40 chilometri si trova a diversi chilometri di profondità. I Campi Flegrei sono tuttora attivi. Una grande eruzione avvenuta 15.000 anni fa espulse 40 metri cubi di materiale e distrusse 1.000 chilometri quadrati di territorio. L’ultima grande eruzione, quella del Monte Nuovo, si verificò nel 1538. Durò otto giorni e distrusse la città di Tripergole, causando la morte di 24 persone. Il materiale espulso formò il Monte Nuovo, che significa „nuova montagna“. Il vicino Lago d’Averno, un cratere vulcanico pieno d’acqua, fu successivamente isolato dal mare.

Il 2025, nella regione intorno a Pozzuoli, è stato un anno caratterizzato da una forte attività geologica, culminata il 13 marzo con un terremoto di magnitudo record pari a 4.6. La scossa ha causato danni agli edifici e terrorizzato la popolazione. Una donna è rimasta gravemente ferita. Nonostante questi eventi drammatici, a luglio gli scienziati hanno dato un cauto via libera: un’analisi dei segnali sismici a lungo termine ha dimostrato che la connessione profonda tra il serbatoio magmatico e la superficie è rimasta stabile, suggerendo che la roccia sovrastante è ancora intatta.

In autunno, tuttavia, l’attività è nuovamente aumentata, con un innalzamento del terreno più rapido in ottobre, di circa 20 mm al mese, e 178 terremoti di lieve entità sono stati registrati in una sola settimana. Sebbene le elevate emissioni di gas e le temperature fino a 170 °C della Solfatara non indichino al momento una vera e propria eruzione vulcanica, gli esperti mettono in guardia da possibili esplosioni di vapore. Inoltre, uno studio pubblicato alla fine di ottobre, che ha utilizzato un’analisi dei dati più precisa, ha fornito nuove informazioni e ha scoperto una fessura precedentemente sconosciuta sul fondale marino a sud di Pozzuoli. (continua)

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