Clara Marchetto, se ne riparla ad aprile

Come preannunciato, fra i vari punti all’ordine del giorno della seduta odierna del Consiglio Regionale, c’era anche la discussione di una seconda mozione dedicata a Clara Marchetto. Dopo quella approvata il mese scorso per la riabilitazione della Marchetto e per l’apposizione di una targa in sua memoria in Regione, la consigliera PATT Maria Bosin, con la sottoscrizione di un cospiquo gruppo di colleghi di diversi schieramenti, sia trentini che sudtirolesi, aveva presentato una mozione con l’intento di intitolare ufficialmente a Clara Marchetto la Sala di Rappresentanza. (Ecco il link all’articolo di UT24: CLARA MARCHETTO TORNA IN CONSIGLIO REGIONALE
Come ha spiegato Bosin: „L’iniziativa, sostenuta da una petizione popolare, intende completare il processo di riconoscimento dell’ingiustizia subita dalla Marchetto, a cui fu impedito di esercitare il mandato elettorale nonostante la regolare elezione democratica. L’intitolazione rappresenta un segno duraturo di memoria democratica e di valorizzazione dell’autonomia in un luogo simbolo della vita istituzionale‘.
Brigitte Foppa (Verdi) ha detto che sulla figura di Marchetto si è già parlato nella scorsa seduta e che è un bene ora ci sia uno spazio per  lei. Meno positivo – ha detto – è il dibattito che si è scatenato con una linea sottile tra autoritarismo e nostalgia. Sven Knoll (Sud Tiroler Freiheit) ha detto di voler dare forza a questa mozione, appoggiandola,  ancora più all’indomani della vergognosa conferma della cittadinanza onoraria a Trento di Mussolini‘.  Andreas Leiter Reber (Misto) a sua volta ha detto che anche in Trentino si assiste ad una revisione del periodo fascista, con una cittadinanza onoraria che rimane. Non si può fare a meno di dirlo‘.   Andrea de Bertolini (Pd) ha aggiunto che ‚per quanto è accaduto in Consiglio comunale ho provato grande vergogna rispetto alla vicenda di Mussolini. Io questo non lo sopporto‘.
Brigitte Foppa (Verdi) ha detto che sulla figura di Marchetto si è già parlato nella scorsa seduta e che è un bene ora ci sia uno spazio per  lei. Meno positivo – ha detto – è il dibattito che si è scatenato con una linea sottile tra autoritarismo e nostalgia. Sven Knoll (Sud Tiroler Freiheit) ha detto di voler dare forza a questa mozione, appoggiandola,  ancora più all’indomani della vergognosa conferma della cittadinanza onoraria a Trento di Mussolini‘.  Andreas Leiter Reber (Misto) a sua volta ha detto che anche in Trentino si assiste ad una revisione del periodo fascista, con una cittadinanza onoraria che rimane. Non si può fare a meno di dirlo‘.   Andrea de Bertolini (Pd) ha aggiunto che ‚per quanto è accaduto in Consiglio comunale ho provato grande vergogna rispetto alla vicenda di Mussolini. Io questo non lo sopporto‘.
Claudio Cia (Forza Italia) ha spiegato di aver approfondito in queste settimane la figura di Clara Marchetto: ’nel suo confronto si è sicuramente consumata una ingiustizia‘. Lucia Coppola (Verdi) ha detto che ‚la mancata revoca della cittadinanza a Mussolini è responsabilità della minoranza del Comune di Trento‘. Le storie di donne attive politicamente nel 900 sono state spesso lette con etichette che hanno stigmatizzato con  pregiudizio il loro comportamento‘. Francesco Valduga (Campo Base) ha detto come sia sgradevole fare la classifica delle persone che hanno fatto la storia del Trentino e dell‘Alto Adige. Ce ne sono di molto valide che non hanno nulla di intitolato. Clara Marchetto, tuttavia, in questa aula non è mai stata fatta entrare.
Walter Kaswalder (Patt Fassa) ha detto che il merito va in primis al Consiglio regionale, al suo presidente, per aver fatto conoscere una persona, una storia, che prima pochi potevano dire di conoscere. Lucia Maestri (Pd) ha detto di aver apprezzato che la collega del Patt Bosin abbia tenuto il punto, anzi alzato l’asticella nella questione di Clara Marchetto.  Il centrodestra, lo si è visto nelle aule consiliari, quella del Comune solo un giorno fa, non è realmente antifascista. Roberto Stanchina (Campo Base) ha stigmatizzato quanto accaduto in Comune a Trento sulla questione Mussolini, si doveva ribadire quello che dice la Costituzione, ripudiare il fascismo. La decisione su Marchetto è una piccola forma di riconoscenza. Alessio Manica (Pd) ha osservato come questa mozione sia nata per via di un incidente della maggioranza avvenuto nella scorsa seduta del Consiglio regionale.
A quel punto, finito il tempo, la seduta è stata chiusa. Il tema verrà messo al voto nella prossima seduta del Consiglio Regionale






