Una Terra… cinque Lingue: La pievia e la stries

Te duta la rejonèdes l é manieres de dir e dic da zacan che i é desche picola mizacoles de l saer de nesc veies. Vèlch outa l é fregoles de ferstont e fondament, autra outes l é rejonèdes da grignèr o pizochentes. La rejonèda fascèna la é richenta de dic e parlèdes da n’outa e nos jon a ve n fèr descurir velgugn.
Anché ve meton dant doi rejonèda grignolentes de la stries, l diaol e la pievia.
Canche l pief e dèsc soreie la stries se lèva la ureies, les se lèva l mus e l diaol sauta su per usc.
Canche l pief e l dèsc ciaut la stries peta n saut .
Chesta doi rejonèdes no les à n segnificat, ampò l é bel les recordèr, ajache les vegn cà da contìes e patofies, che nesc veies recamèa per i fac che sozedea te la natura desche n temporèl, na bozolèda o apontin la pievia col soreie.
A nos bec, nesc veies da Vich, i ne contèa che la stries les stajea sun Vael, te chel bel pian dit Pael, olache d’istà se pel veder fiores dai più bie colores. Ampò canche la stries era inirèdes, per chi da Vich, l era na burta sera, ajache les fajea vegnir ju n gran temporèl con sfiamenèdes, zites e gran tonèdes. Sozedea inveze che d’istà l pieve e l dae soreie e apontin i dijea che la stries se lèva la ureies, se dapò l pievea e l era ciaut i dijea che la stries les peta n saut. L era zeche che a nos bec ne fajea bon da grignèr. Se n stajaane sot la pievia a tirèr sauc e proèr a se lavèr la ureies grignan e dijan su chest dit da zacan. L era n jech da nia ma se se godea da mac.
Te chesta patofiea l era ence l diaol che petèa sauc su per usc, l se godea e ge saea bel, fosc perche che dapò con na belota stria l aessa tirà n saut amò più aut. 😉 E sora de chest no dijon più nia de auter.
Ve saludon e ve dijon a n autra più bela.
PS: Se no aede poura de scontrèr la stries podede jir sun Pael che l é dalbon n post maraveous.
In tutte le lingue ci sono detti e proverbi che provengono dai ricordi nonché dalle esperienze di vita dei nostri nonni. Alcune volte sono briciole di saggezza e buonsenso, altre volte sono detti divertenti o pungenti. La lingua ladina fassana è molto ricca di massime e noi vorremmo farvi scoprire alcuni di questi proverbi.
Oggi vi proponiamo un detto divertente sulle streghe, il diavolo e la pioggia.
Canche l pief e dèsc soreie la stries se lèva la ureies, les se lèva l mus e l diaol sauta su per usc.
Canche l pief e l dèsc ciaut la stries peta n saut .
Traduzione letterale:
Quando piove e c’è il sole le streghe si lavano le orecchie, si lavano la faccia ed il diavolo saltella sulla porta.
Quando piove e fa caldo le streghe saltellano.
Questo non è un proverbio, è un detto che non ha praticamente nessun significato intrinseco. È comunque bello ricordarlo perché è divertente ed è frutto della fantasia dei nostri nonni che ricamavano storie, leggende e racconti sui fenomeni naturali, come possono essere i temporali, le grandinate, il vento o appunto una pioggerellina durante una giornata di sole.
A noi ragazzini, i nonni di Vigo di Fassa, raccontavano che le streghe abitassero in un bel prato detto Pael (paiuolo) nella zona del Catinaccio vicino alla Roda di Vael. Pael è una conca prativa incastonata fra le maestose guglie dolomitiche e in quel prato d’estate si possono ammirare tantissimi variopinti fiori di montagna. Quando però le streghe erano arrabbiate, per gli abitanti di Vigo, si profilava una brutta sera perché da Pael, scatenavano fortissimi temporali con fulmini e saette. Quando invece, una bella giornata di sole era bagnata da una leggera pioggerellina, ci raccontavano, che le streghe si sciacquassero le orecchie ed il viso, se poi pioveva ed era caldo queste si mettevano a saltare.
Per noi ragazzini questo era motivo di ilarità e imitando le streghe saltavamo e cercavamo di lavare le orecchie sotto la pioggia. Era un gioco che suscitava risate e divertimento.
In questo proverbio c’è anche il diavolo, quando le streghe si lavavano sotto la pioggia, anche lui saltellava contento pensando di poter fare un altro “salto” con una graziosa streghetta. 😉 Non aggiungiamo altro!
Un caro saluto e alla prossima volta.
PS: se non avete paura di incontrare le streghe recatevi a Pael che è davvero un posto stupendo delle nostre Dolomiti.






