Minoranze linguistiche, confronto in Valle dei Mòcheni

Infrastrutture, servizi, scuola e tutela della lingua: sono stati questi i principali temi al centro dell’incontro dedicato allo stato di salute della comunità mòchena, che si è svolto nella sala polivalente di Garait. Il confronto rientra nel ciclo di appuntamenti promossi dall’Autorità per le minoranze linguistiche del Trentino, che si colloca all’intero del Consiglio provinciale di Trento, per raccogliere le istanze dei territori: dopo il confronto con la comunità cimbra dello scorso mese, il percorso si concluderà il 20 aprile con la minoranza ladina.
Al tavolo, l’Autorità per le minoranze linguistiche con la presidente Katia Vasselai (ladina) e i componenti Matteo Nicolussi Castellan (cimbro) e Chiara Pallaoro (mòchena). Presenti il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, l’assessore regionale alle minoranze linguistiche Luca Guglielmi, i consiglieri provinciali Francesca Parolari (Pd del Trentino) Walter Kaswalder (Patt), Francesco Valduga (Campobase) e Vanessa Masè (la Civica), oltre ai sindaci dei tre comuni della valle – Luca Puecher (Frassilongo), Lorenzo Moltrer (Fierozzo) e Franco Moar (Palù del Fersina) – e al presidente della Comunità di valle Andrea Fontanari. Ha portato il proprio saluto anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Per l’Autorità per le minoranze linguistiche, la presidente Katia Vasselai ha evidenziato che l’incontro serve a «capire insieme quali azioni concrete possono essere messe in campo per sostenere la comunità ». Sul fronte linguistico, la rappresentante mòchena dell’Autorità Chiara Pallaoro ha ribadito come «la scuola, soprattutto nei territori di minoranza, sia uno strumento fondamentale per la trasmissione della lingua e della cultura».
Le richieste dei sindaci
Ampio spazio è stato dedicato agli interventi dei sindaci della valle, che hanno messo sul tavolo le priorità per il territorio.
Il sindaco di Frassilongo – Garait Luca Puecher ha ricordato gli investimenti infrastrutturali, sottolineando che «negli ultimi due anni sono stati investiti circa sei milioni di euro per l’allargamento della strada». Tuttavia resta centrale il completamento della SP135, dove «in alcuni tratti le auto sono ancora costrette a fare retromarcia per incrociarsi». Tra le richieste anche il miglioramento del trasporto pubblico – «anche una corsa utilizzata da una sola persona anziana è un servizio che ha valore e non possiamo accettare che si dica che non è sostenibile» – e il sostegno alla riapertura della Panarotta. Puecher ha poi evidenziato i primi segnali positivi del bando contro lo spopolamento: «su 370 abitanti abbiamo registrato nove domande e tredici abitazioni vendute».
Il sindaco di Fierozzo- Vlarotz Lorenzo Moltrer ha indicato tra le priorità l’aggiornamento delle mappe catastali, definito «un elemento strategico per la pianificazione territoriale nei piccoli comuni di montagna». Ha inoltre sollevato il problema della connettività , con aree della valle ancora senza copertura, e ha chiesto chiarezza sul quadro economico degli interventi per la SP135. Moltrer ha anche ribadito l’importanza dei servizi educativi, in particolare del progetto 0-6, «che permette alle famiglie di conciliare lavoro e cura dei figli e contribuisce a mantenere viva la comunità ».
Il sindaco di Palù del Fersina – Palai Franco Moar ha invece posto l’accento sulla promozione della lingua mòchena, proponendo strumenti innovativi come giochi e contenuti multimediali in lingua. Ha inoltre ricordato il progetto per rinnovare il sistema del patentino linguistico e la necessità di creare opportunità di lavoro legate alla gestione del territorio, ad esempio con «squadre del verde» per contrastare l’avanzata del bosco sulle aree un tempo coltivate.
Il presidente della Comunità Alta Valsugana e Bersntol Andrea Fontanari ha parlato di un territorio «unito e in un momento di collaborazione tra amministrazioni». Ha sottolineato l’importanza della sinergia con la Provincia per infrastrutture, turismo e servizi, ma anche la necessità di politiche di tutela per le piccole comunità : «la scuola e i servizi sono elementi decisivi per mantenere viva la valle».
Il confronto politico
Tra i consiglieri provinciali, Walter Kaswalder (PATT) ha ricordato la risoluzione presentata nel 2023 sulla viabilità , ribadendo che «la gente deve poter andare a lavorare in sicurezza e in tempi ragionevoli». Ha inoltre proposto di rivedere alcuni strumenti di sostegno economico per i territori montani, dall’Icef di montagna al costo del carburante, e di rafforzare il collegamento con la Panarotta.
Francesco Valduga (Campobase) ha sottolineato che la tutela culturale deve accompagnarsi a servizi e infrastrutture: «per vivere un territorio non basta l’ancoraggio culturale, servono opere e servizi che facciano la differenza». Valduga ha inoltre chiesto chiarimenti sullo stato di avanzamento delle opere finanziate, anche nell’ambito del Pnrr, sollevando il tema dell’innovazione e della digitalizzazione come leve di sviluppo.
Per Francesca Parolari (PD del Trentino) uno dei nodi principali resta quello dei trasporti, definiti «un tema delicatissimo e molto critico per la comunità ». Ha invitato a rafforzare i servizi alle famiglie e a valorizzare il progetto 0-6, oltre a promuovere un modello turistico sostenibile legato alla Panarotta e alla «valle incantata» della Val dei Mòcheni.
La consigliera Vanessa Masè (La Civica) ha invece richiamato il valore del presidio linguistico e culturale, ricordando che la recente legge sul sistema educativo 0-6 contiene specifiche attenzioni per le minoranze linguistiche. «Per comunità piccole come quelle mòchene e cimbre – ha osservato – la tutela linguistica deve essere ancora più forte».
Scuola e lingua
Una parte rilevante del confronto ha riguardato il rapporto tra scuola e tutela della lingua mòchena.
La presidente dell’Istituto culturale mòcheno Patrizia Bocher ha illustrato i progetti in corso per l’insegnamento della lingua fin dalla scuola dell’infanzia, ma ha evidenziato alcune criticità normative: «oggi non è possibile garantire la precedenza agli insegnanti che conoscono la lingua mochena, e questo rischia di indebolire la trasmissione linguistica». Tra le richieste anche il rafforzamento del personale nelle scuole di Fierozzo e l’avvio di progetti sul plurilinguismo nella scuola media.
Sul fronte scolastico è intervenuta anche Marina Lasta, rappresentante dell’Istituto comprensivo Pergine 1, che ha ricordato come siano già attivi diversi progetti linguistici, ma con difficoltà di adesione nella scuola secondaria, dove gli stessi studenti mocheni non partecipano ai progetti a loro dedicati. «Occorre lavorare per mantenere vivo l’interesse e garantire continuità ai percorsi linguistici», ha osservato.
La direttrice dell’Istituto culturale mòcheno Claudia Marchesoni ha infine illustrato le attività realizzate nell’ultimo anno, tra progetti Pnrr, iniziative culturali e programmi di digitalizzazione, mentre la rappresentante del comitato scientifico Manuela Pruner ha invitato a «osare di più», soprattutto nel sistema scolastico, per rafforzare la presenza della lingua nel curriculum educativo.
La conclusione
L’assessore regionale Luca Guglielmi ha assicurato la disponibilità a verificare alcune questioni emerse, in particolare sul personale scolastico e sul patentino linguistico, ringraziando le realtà locali per il lavoro svolto.
In conclusione Claudio Soini ha sottolineato come l’incontro abbia portato «molti spunti utili», ricordando i passi avanti già compiuti su scuola e servizi per l’infanzia. Il presidente del Consiglio provinciale ha richiamato l’attenzione anche su turismo, trasporti, copertura di rete e gestione delle strade forestali, ma soprattutto sul tema identitario: «la perdita della lingua non riguarda solo le minoranze, ma anche il dialetto trentino. È una questione che tocca l’identità delle nostre comunità ».
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