von fpm 06.03.2026 10:00 Uhr

Tutelare la trota marmorata in Südtirol

Nell’ambito del progetto MarmoGen nel mese di gennaio è stato immesso materiale ovulare per sostenere la popolazione della trota marmorata autoctona nei torrenti del Süd-Tirol.

Elab grafica fpm

Nel corso del mese di gennaio, l’Ufficio Gestione fauna selvatica, in collaborazione con il Centro Tutela specie acquatiche e diverse associazioni di pescatori, ha immesso nei principali fiumi del Süd-Tirol e in alcuni affluenti selezionati circa 193.000 uova embrionate di trota marmorata, una specie protetta tutto l’anno. “Con questa misura ecologica, attuata da anni sosteniamo in modo mirato la popolazione dell’unica specie di trota autoctona del Süd-Tirol”, sottolinea il direttore della Ripartizione Servizio forestale della Provincia autonoma di Bozen Günther Unterthiner. “La trota marmorata è una specie ittica importante dal punto di vista ecologico e culturale per il Süd-Tirol”, sottolinea l’assessore provinciale alla Foreste Luis Walcher, aggiungendo: “Per questo motivo sosteniamo in modo mirato progetti e misure che promuovono la stabilità a lungo termine degli stock ittici”, sottolinea Walcher.

Per ottenere il materiale ovulare, ogni anno vengono catturate trote marmorate selvatiche al fine di costituire un patrimonio riproduttivo”, riferisce Hannes Grund, dell’Ufficio gestione fauna selvatica. “Tutti i riproduttori utilizzati per la raccolta delle uova vengono sottoposti a esami genetici nell’ambito del progetto MarmoGen della Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach di San Michele, al fine di escludere qualsiasi incrocio con la trota fario”. Il materiale riproduttivo proviene principalmente dalla produzione propria degli incubatoi del Centro Tutela specie acquatiche, della Fischereivereins Bozen e della Fischereivereins Eisacktal.

Nei tratti di corso d’acqua con scarsa disponibilità di substrato naturale per la deposizione delle uova, è stata preventivamente immessa ghiaia per creare siti di riproduzione artificiali. Complessivamente, quest’inverno sono stati immessi nei corsi d’acqua 35 metri cubi di ghiaia. I collaboratori dell’Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica hanno sparso le uova in forma libera su banchi di ghiaia adatti, dove la corrente le ha distribuite su tutta la superficie ghiaiosa, dove sono rimaste nel sistema di interstizi del substrato.

Dopo pochi giorni, nascono i cosiddetti avannotti, che in condizioni adeguate crescono direttamente nelle acque. Un’altra parte del materiale delle uova presente nei vari incubatoi viene allevata in avannotti. Questi vengono poi immessi nelle rispettive acque in diversi stadi di sviluppo fino al prossimo autunno.

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