Anfibolo amletico

A Bozen il tema dell’emergenza abitativa torna a imporsi anche nel paesaggio urbano. In questi giorni il partito Team K ha lanciato una nuova campagna di affissioni che affronta senza mediazioni uno dei punti più controversi del dibattito locale: l’accesso alla casa e il conflitto, mai davvero risolto, tra nuove edificazioni e salvaguardia del cosiddetto cuneo verde. Sui grandi cartelloni campeggia una domanda secca, graficamente dominante: “Case o meleti?”. Una contrapposizione volutamente provocatoria che richiama uno dei leitmotiv dello scontro politico cittadino. A completamento, vengono elencate criticità ormai strutturali del mercato immobiliare: prezzi d’acquisto fuori portata, affitti in costante aumento, giovani e famiglie costretti a lasciare la città. Il messaggio si chiude con uno slogan altrettanto diretto – “La soluzione? Costruire” – accompagnato da una stoccata polemica verso chi, secondo il partito, privilegerebbe altre destinazioni d’uso del territorio, come nuove strutture alberghiere o la tutela agricola, a scapito dell’edilizia residenziale.
Sul lato destro del manifesto compaiono il logo di Team K e l’immagine di una famiglia, affiancati dallo slogan “Noi scegliamo le persone”, con l’intento di spostare l’attenzione dal suolo alla dimensione sociale delle scelte urbanistiche. Una tattica comunicativa che accentua la polarizzazione. La campagna si inserisce in una fase in cui la questione abitativa è tornata centrale anche nel confronto istituzionale, complice la scarsità di alloggi e la pressione crescente su residenti, lavoratori e giovani coppie. A Bozen la discussione tra chi invoca nuove aree edificabili e chi difende il verde agricolo periurbano continua a dividere politica e opinione pubblica, spesso con toni accesi. Anche a Leifers il “cuneo verde” è oggetto di tensioni, con proposte di edificazione autonoma che incontrano resistenze.
Con questa iniziativa, Team K porta la discussione fuori dalle sedi istituzionali e la colloca nello spazio quotidiano della città, scegliendo il linguaggio diretto dell’outdoor advertising per semplificare un tema complesso e sollecitare una presa di posizione non solo da parte dei cittadini, ma anche delle amministrazioni comunali. Una mossa destinata a riaccendere un confronto che resterà centrale nelle scelte urbanistiche future del capoluogo sudtirolese.






