Consapevolezza e futuro per ladini, mocheni e cimbri

“Questa giornata – ha proseguito – nasce anche dalla volontà di rendere più consapevole l’intera popolazione del Trentino-Alto Adige/Südtirol della particolarità linguistica dei territori ladini, mòcheni e cimbri e del valore che queste realtà rappresentano per l’identità complessiva della nostra regione”.
Guardando al futuro, l’assessore ha indicato una direzione chiara: “Le minoranze linguistiche devono saper coniugare due esigenze fondamentali: preservare e innovare. La tutela nasce dalla consapevolezza di essere una realtà unica e peculiare, mentre l’innovazione passa attraverso politiche linguistiche efficaci e aggiornate. Negli ultimi anni queste politiche hanno prodotto risultati importanti, che testimoniano e premiano l’impegno quotidiano di chi lavora a difesa e a promozione delle nostre tre minoranze”.
Accanto alla riflessione istituzionale, la giornata ha offerto un importante spazio di dialogo tra territori e istituzioni. “Non si tratta di un momento celebrativo – ha evidenziato Sabrina Rasom, direttrice della Majon di Fascegn – ma della risposta a un bisogno concreto di confronto tra le diverse comunità linguistiche presenti sul territorio regionale e provinciale. È un’occasione per capire quali passi restano da compiere, come attuare al meglio le leggi di tutela – tra le più avanzate nel campo della salvaguardia delle minoranze – e per dialogare direttamente con Regione e Province, affinché territori e istituti culturali possano condividere esigenze e prospettive future”.
Sul tema dell’innovazione si è soffermata anche Claudia Marchesoni, direttrice dell’Istituto culturale mòcheno: “Innovare è fondamentale, perché il rischio dell’autocelebrazione è quello di fermare lo sviluppo di nuove strategie. Per la nostra comunità, il futuro passa attraverso la collaborazione con le altre minoranze e con le realtà germanofone: relazioni e progetti condivisi contribuiscono a rafforzare il valore e l’orgoglio dell’identità linguistica e a sostenere l’uso quotidiano della lingua”.
Per la comunità cimbra, come spiegato dal direttore dell’Istituto culturale cimbro Willy Nicolussi Paolaz, gli strumenti normativi già disponibili consentono di agire in modo efficace: “La tutela e l’innovazione passano attraverso politiche linguistiche mirate, con particolare attenzione alle giovani generazioni. L’impegno riguarda la scuola, i media, la digitalizzazione e le attività museali, che coinvolgono direttamente i giovani e permettono di valorizzare la lingua anche verso i visitatori e il mondo della scuola”.






