„Un ideale non può essere fucilato!“

Ieri – venerdì 20 febbraio – a Mantova si è svolta la commemorazione hoferiana, nell’anniversario della fucilazione del comandante dell’insurgenza tirolese contro l’occupazione franco-bavarese. L’organizzazione della cerimonia quest’anno è stata apannaggio dello Schützenbezirk Brixen. Nella città sul Mincio sono arrivati circa 400 Schützen e Markentenderinnen provenienti da tutto il Tirolo, dando così – ancora una volta – un segnale tangibile di attaccamento ai valori della fede, della Heimat e dell’identità tirolese.
Numerose delegazioni e ospiti d’onore del mondo politico e della vita pubblica hanno accolto l’invito del Bezirksmajor Florian Lechner. Tra gli ospiti erano presenti, tra gli altri, il consigliere provinciale sudtirolese della Süd-Tiroler Freiheit Hannes Rabensteiner, l’assessore alla promozione della conoscenza dell’autonomia e dell’Euregio della Provincia di Trento Simone Marchiori, i sindaci di Lüsen Carmen Plaseller e di Calliano Lorenzo Conci, il presidente del Consiglio comunale della città di Mantova Massimo Allegretti.
Dopo l’ingresso nel parco Andreas Hofer a Porta Gulia, il Bezirksmajor Lechner ha rivolto un primo indirizzo di saluto ai presenti, quindi don Michael Lezuo ha celebrato la Santa Messa con l’accompagnamento musicale della MK Neustift e di una formazione ridotta della Musikkappelle Latzfons.
Il discorso commemorativo ufficiale quest’anno è stato affidato al consigliere provinciale Hannes Rabensteiner, Schütze e per 15 anni Hauptmann della SK Anton von Gasteiger di Villanders
Un ideale non può essere fucilato
Un uomo può essere incatenato. Un corpo può cadere. Ma un ideale non può essere fucilato – ha esordito Rabensteiner – Proprio in questo luogo Andreas Hofer, eroe del popolo, fu strappato alla sua amata Heimat. Però i semi, quando vengono posti sotto la terra, non muoiono ma cominciano a germogliare.
Per me è un onore poter tenere oggi qui, in un luogo così carico di storia per il Tirolo, questa orazione commemorativa – ha proseguito il consigliere della STF – In questi giorni tutto il Tirolo ricorda gli eroi del 1809 e il loro comandante, Andreas Hofer. Come spesso accade nella vita, l’albero più forte non cade per la tempesta, ma per il colpo d’ascia del tradimento. Anche Hofer fu tradito, catturato e condotto qui a Mantova in catene. Fa parte della memoria storica il fatto che cittadini mantovani rimasero profondamente colpiti dal suo contegno, dalla sua fede e dalla sua fermezza davanti al tribunale, tanto da voler raccogliere denaro per ottenerne la grazia o la liberazione. Ma tutto questo fu vano: qui, lontano dalla suaHeimat, dalla sua famiglia e dal suo popolo, il 20 febbraio 1810 Andreas Hofer venne fucilato — non come criminale, ma perché si era rifiutato di piegarsi; perché ebbe il coraggio di difendere le proprie convinzioni; perché rimase saldo di fronte a un nemico immensamente più forte, combattendo per i suoi valori, per la sua fede, per la sua Heimat e per lealtà al suo Imperatore.
Hofer non era un generale nel senso classico del termine, ma semplice uomo del popolo. Oste, commerciante, padre di famiglia e capitano degli Schützen, profondamente radicato nella sua fede e nella sua Terra. Quando la Heimat chiamò, lasciò la sua casa per andare in battaglia e lottare per la libertà assieme ai suoi fedeli compagni.
La Heimat non vive di denaro
La libertà non fa rumore. Non scompare con un boato, ma con il silenzio. Prima tace la lingua, poi — un giorno — tace anche la resistenza. L’uomo della Val Passiria non tacque. Quando il nostro eroe fu condotto qui, non aveva più nulla con sé: nessuna arma, nessuna patria, nessuna libertà. Eppure possedeva valori che nessuno poteva togliergli: la sua fede profonda, la sua fermezza, la sua convinzione.
Mantova è lontana dal Tirolo. Eppure oggi il Tirolo è qui.
Se oggi ci troviamo qui, non è per glorificare un passato di guerra, talvolta violento. Mantova è un luogo che invita alla riflessione. Un luogo che a noi tirolesi, ogni generazione, pone la stessa identica domanda: cosa fai per la tua Heimat? Da che parte ti schieri quando arriva il momento decisivo?
Questo luogo pare voglia sussurrarci qualcosa, e ascoltando attentamente, possiamo sentire le sue parole: Rimani saldo per la tua Heimat. Non dimenticare chi sei. E non confondere il benessere con la giustizia, la pace e la libertà.
Questo luogo ci ricorda che la libertà ha un prezzo e ci esorta a restare vigili. E oggi più che mai, in questo tempo in cui l’identità viene relativizzata e la storia tramandata solo parzialmente, il nostro compito e la nostra responsabilità è prendere sul serio questa eredità.
Un popolo senza coscienza storica e senza identità è come una persona senza anima, senza orgoglio, senza mete e obiettivi.
Quello che Hofer aveva ben chiaro, quello che anche noi oggi dovremmo capire, è che la Heimat non vive di mura e di denaro, ma di persone disposte a difenderla. Un popolo che perde la propria identità, finisce con il perdere anche la libertà. Essa viene attaccata, talvolta apertamente, talvolta in modo subdolo; non sempre con le armi, ma spesso attraverso la lenta erosione dei diritti o mediante ideologie totalitarie e avulse dalla realtà. Il terreno fertile di tutto ciò è l’indifferenza e l’appagamento morale di un popolo. Dobbiamo restare vigili.
Qui il nostro eroe è caduto. Ma ciò che lo sosteneva continua a vivere — finché lo porteremo dentro di noi.
Per noi in Sudtirolo questo vuol dire proteggere la nostra lingua tedesca — che non è negoziabile; custodire e vivere la nostra cultura; mantenere viva la nostra identità tirolese; difendere i nostri diritti come minoranza. Nulla di tutto questo può essere dato per scontato. La nostra autonomia non è un regalo: è il risultato di resistenza, sofferenza e di decenni di lotta. E il diritto all’autodeterminazione è una luce verso il futuro, una richiesta che deve continuamente riaccendersi.
Andreas Hofer e altri combattenti per la libertà, insieme a molti uomini e donne della nostra storia, hanno lottato per una Heimat viva: una Heimat consapevole delle proprie radici e capace di trarne forza per il futuro. Per tutti questi motivi, la commemorazione hoferiana di Mantova non può essere consierata un semplice rituale.
Andreas Hofer vive
Oggi sono qui nella silenziosa certezza che ciò che è accaduto in questo luogo non è stato vano. Perché la nostra storia di pone davanti a dei doveri. Il dovere di restare vigili. Il dovere di restare uniti. Il dovere di porre domande scomode quando si tratta del futuro della nostra Terra e del nostro popolo. Il dovere di alzare la voce quando l’ingiustizia viene fatta passare per giustizia. Il dovere di custodire il Tirolo per ciò che è: la nostra Heimat.
La Heimat non è solo terra e pietra da sfruttare a piacimento per trarne profitto – ha dichiarato Rabensteiner, avviandosi alla conclusione del suo discorso commemorativo – Heimat è lingua, cultura, comunità. È il luogo in cui ci si sente protetti, compresi, a casa. Per questo è giusto ricordare. Ma chi non agisce, non porta avanti l’eredità di Andreas Hofer.
Hofer non ha combattuto perché diventassimo comodi. Ha combattuto perché fossimo coraggiosi e saldi. Saldi quando i nostri diritti vengono messi in discussione. Saldi quando la nostra lingua viene emarginata. Saldi quando nella nostra Terra si diffondono insicurezza e criminalità. Saldi quando ci si vuole convincere che dobbiamo adattarci, tacere o cedere — per amore di una pace apparente.
Quella pace è ingannevole. Perché quando si smette di resistere, si inizia ad arretrare e a perdere e questo vale soprattutto per una minoranza dentro ad uno Stato che non è il proprio. Gli esempi non mancano.
Andreas Hofer fu fucilato qui. Ma il suo ideale di libertà, lealtà, spirito di lotta, dignità e patria non è stato ucciso.
Siamo chiamati a portare avanti la sua eredità. Non con i fucili, ma con la determinazione. Non con la guerra, ma con la forza della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Non con la paura del futuro, ma con il coraggio di plasmarlo.
Non lasciamo che i nostri eroi, come Andreas Hofer, si trasformino in fredde statue. Facciamoli vivere dentro di noi, come un fuoco che scalda e illumina. Perché finché raccontiamo la sua storia, finché difendiamo la nostra Heimat, finché restiamo uniti — finché tutto questo accade, Andreas Hofer vive.
Onore alla sua memoria. Onore ad Andreas Hofer e ai suoi compagni. E onore a tutti coloro che ancora oggi hanno il coraggio di difendere il Tirolo, la libertà e la giustizia.






