von fpm 20.02.2026 13:00 Uhr

Trattamento con fitosanitari: l’uso dei droni non è ancora consentito

Vanno prima stabilite le regole: fino ad allora, l’uso dei droni nei trattamenti fitosanitari rimane vietato.

(Foto: USP/Ufficio Frutti e Viticoltura e Servizio fitosanitario provinciale) elab grafica fpm

Le tecnologie del futuro, come l’intelligenza artificiale o i droni, non si fermano nemmeno davanti all’agricoltura. Si sta infatti valutando la possibilità di utilizzare i droni in agricoltura, ad esempio per l’applicazione di prodotti fitosanitari nella viticoltura su terreni in pendenza. A questo proposito, la Ripartizione Agricoltura della Provincia di Bozen ha fornito alcune indicazioni di carattere generale: “È vietato l’utilizzo di droni per trattamenti fitosanitari e sono previste sanzioni molto pesanti per chiunque effettua l’irrorazione aerea senza essere munito delle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti”, spiega Stefano Endrizzi dell’Ufficio Frutti e Viticoltura e Servizio fitosanitario provinciale. “Le regole per l’utilizzo dei droni per trattamenti fitosanitari devono ancora essere definite, possiamo di certo anticipare che sarà comunque un uso sperimentale e non un “liberi tutti”. Sarà nostra cura informare tempestivamente di tutti gli sviluppi in merito”, aggiunge Endrizzi.

Il Decreto interministeriale è ancora in sospeso. La legge 182 del 2 dicembre 2025, in vigore dal 18 dicembre 2025, introduce una sperimentazione triennale per l’utilizzo dei droni nei trattamenti fitosanitari in Italia. La fase sperimentale è riservata a istituti di ricerca non pubblici e l’autorizzazione richiede un notevole dispendio burocratico.  “I droni per la protezione delle piante sono stati oggetto di approfondite ricerche e ora saranno testati su più ampia scala”, sottolinea Endrizzi, “ma le regole devono ancora essere definite”. Per quanto riguarda le modalità applicative deve essere emanato un ulteriore Decreto interministeriale (Agricoltura – Salute – Ambiente – Trasporti) che dovrà definire le modalità di attuazione al fine di assicurare il minimo impatto sull’ambiente e prevenire danni alla salute umana e animale, la tipologia di terreni agricoli e di colture ammesse, gli organismi nocivi interessati e la tipologia di prodotti fitosanitari utilizzabili. Fino ad allora, l’uso dei droni per i trattamenti fitosanitari è vietato. Il Servizio fitosanitario provinciale fornirà tempestivamente informazioni sugli ulteriori sviluppi.

I presupposti principali per l’utilizzo dei droni: La legge 182 del 2 dicembre 2025, in vigore dal 18 dicembre 2025, introduce una sperimentazione triennale per l’utilizzo dei droni nei trattamenti fitosanitari in Italia. I presupposti principali per l’utilizzo dei droni sono che: venga garantito il rispetto dei principi contenuti nel PAN (“Piano di azione nazionale”) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; il soggetto che impiega i droni sia un utilizzatore professionale di prodotti fitosanitari in possesso di specifiche competenze e specifica formazione; sia osservata la conformità con la disciplina sull’impiego dello spazio aereo attraverso i droni, e quindi i Regolamenti UE e la regolamentazione Enac.

L’effettuazione dell’irrorazione o di cicli di irrorazioni con i droni deve essere preceduta dall’inoltro al Servizio fitosanitario di una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), che riporta la cadenza temporale dell’intervento, che può coincidere con l’intero periodo sperimentale, corredata di una relazione agronomica asseverante il rispetto delle condizioni di cui sopra.

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