von fpm 18.02.2026 10:00 Uhr

Andreas Hofer: episodi e vicende (3)

Per ricordare l’eroe patriota tirolese che fu fucilato il 20 febbraio a Mantova per ordine di Napoleone che aveva invaso il Tirolo cercando di sottomettere i tirolesi. Delle sue battaglie si è parlato molto ma è giusto ricordare anche aneddoti e storie per dare una traccia della sua identità naturale.

Illustrazioni e dipinti. Elab grafica Flavio Pedrotti Moser

La preoccupazione principale del comandante in capo Hofer, necessariamente, era la difesa. La mancanza di artiglieria era sempre stata una realtà dolorosa per i tirolesi. Sebbene alcuni cannoni fossero stati catturati al nemico, ne sarebbero stati aggiunti altri, compresi i cannoni a doppia canna. Romed Strasser a Jenbach fu incaricato dall’oste del Sandwirt di fabbricare cannoni, palle di cannone e mitraglia. Strasser aveva lavorato in precedenza anche per l’intendente Hormayr. Strasser e l’armaiolo di Hötting, Zach, fornivano cannoni da campagna, doppiette e palle di cannone. Un problema importante era procurarsi il minerale necessario. Alcuni confidenti di Hofer presero seriamente in considerazione l’idea di fondere le figure in bronzo sulla tomba dell’imperatore Massimiliano I nella chiesa di corte di Innsbruck. Hofer respinse la proposta, probabilmente non tanto per proteggere un’opera d’arte eccezionale, quanto piuttosto perché si trattava di un monumento storico che commemorava l’imperatore, che era sempre rimasto piuttosto impopolare presso il popolo. Hofer non ebbe scrupoli riguardo ad altre opere d’arte ormai in disuso.

Tra le figure destinate alla fusione, che furono poi salvate grazie a un’iniziativa privata, si dice che anche le quattro bellezze in bronzo seminude della Fontana di Leopoldo, assemblata solo nel 1893 e situata di fronte al Palazzo Hofburg, fossero situate lì. Sebbene la volontà di sacrificare queste sculture sia talvolta interpretata come un atto di barbarie da parte di un contadino, questa circostanza non dovrebbe essere giudicata secondo gli standard odierni. Persino il poeta teatrale August von Kotzebue, attivo in ambito culturale e residente nella Hofkirche nel 1805, osservò che gli „Schwarzen Mandern“ non erano né opere d’arte né possedevano alcun „interesse per la somiglianza“ con le persone raffigurate, e quindi potevano essere facilmente fusi per farne cannoni. Ma no! In quanto tali, erano meno dannosi di „fauci assassine“. Col tempo, si manifestò una certa stanchezza bellica, causata dall’inattività nel presidio dei confini. Divenne sempre più difficile reclutare compagnie sostitutive di fucilieri e milizie tirolesi. Anche l’approvvigionamento di viveri e il pagamento dei difensori divennero progressivamente più impegnativi. Il comandante in capo diede grande importanza all’ampliamento delle barricate e delle fortificazioni nei punti di breccia noti, e le polveriere funzionarono senza interruzioni. Il Tirolo doveva essere trasformato in una fortezza inespugnabile prima che potesse scoppiare un nuovo conflitto tra Austria e Francia.

Era inoltre necessaria una regolamentazione tempestiva e definitiva delle strutture di comando. A questo proposito, nel Tirolo meridionale si presentavano problemi. Questi spinsero il comandante in capo a recarsi nel sud della provincia dal 1° all’8 settembre 1809, il che gli permise anche di trascorrere alcuni giorni con le sue truppe a Sandhof in Passeiertal.

Ricevette un’accoglienza solenne a Brixen, ma rimase piuttosto deluso dalle esperienze vissute a Bozen. Con la motivazione che il tempo a disposizione non glielo consentiva, organizzò… La difesa tirolese di lingua italiana riguardava questa città.  (continua)

Jetzt
,
oder
oder mit versenden.

Es gibt neue Nachrichten auf der Startseite