Ganglegg (1)

All’inizio del ventesimo secolo si scoprì che sul colle di Ganglegg sopra Schluderns, si trovava un insediamento preistorico. Il colle, una cupola di roccia scistosa, digrada dolcemente a terrazze, solo verso Oriente presenta un declino piuttosto rapido. Con i suoi 1142 m si erge di circa 200 m sopra il fondovalle. La posizione assicurava una difesa ottimale e nello stesso tempo consentiva di controllare la conca della Obervinschgau. Fino agli anni ‘50 l’intera dorsale era priva di vegetazione e di conseguenza si procedette a un rimboschimento sistematico. Proprio in quegli anni gli studiosi di storia locale cominciarono ad interessarsi di questo colle. Dopo i ritrovamenti sensazionali di Karl Wieser e di Karl Pohl negli anni ‘80 e ’90, tra il 1997 e il 2001, si diede avvio a un progetto di ricerca di più ampio respiro che fu possibile realizzare grazie alla cooperazione tra l’ufficio beni archeologici della provincia autonoma di Bozen, il museo della Vinschgau di Schluderns, l’ispettorato forestale e l’ufficio sistemazione bacini montani. Le prime tracce della presenza di un insediamento sul Ganglegg risalgono all’età del rame (3005-2200 a.C.). Nella media età del bronzo in tutto l’arco alpino si osserva un grande sviluppo degli insediamenti (1600-1300 a.C.).
Nella Obervinschgau si conoscono una serie di insediamenti dell’età del bronzo costruiti quasi esclusivamente su dossi che si elevano sopra il fondovalle. A partire all’incirca dal 1500 a.C. ebbe inizio la costruzione sistematica di un villaggio sul colle del Ganglegg. Spesso gli edifici erano in correlazione l’uno con l’altro e ciò fa supporre l’esistenza di un progetto accurato. Per secoli si conservò la stessa tecnica edilizia. Su un basamento costituito da un muro a secco piuttosto basso poggiava la vera parete di pali di legno piantati nel muro stesso. Lo spazio tra i pali veniva chiuso con tronchi spaccati a metà o con dei rami intrecciati sopra i quali si pressava dell’argilla. Il legno preferito era quello di larice. All’interno delle case si trovavano spesso focolari su lastre di pietra. Le case che misuravano anche 12 x 5m avevano un pavimento di argilla. Poco distante dal villaggio vi era un edificio che serviva da magazzino delle provviste.
Questo edificio veniva utilizzato anche dagli artigiani che lavoravano il metallo come confermano diverse forme di fusione in pietra. Quasi tutti gli edifici sul Ganglegg furono distrutti da un incendio e successivamente si rovistò tra le rovine alla ricerca di tutto ciò che era ancora utilizzabile, soprattutto gli oggetti di bronzo.
Infine, si colmò l’interno della casa che venne ricostruita mantenendone spesso le dimensioni e l’orientamento. Si ritiene che la durata di una casa corrispondesse al massimo a quella di due generazioni (50 anni). In totale la popolazione ammontava a circa 60 persone. La fortificazione eretta lungo il lato settentrionale è sicuramente una grande opera comunitaria; è costituita da un muro esterno ed uno interno distanti circa 5 metri. Lo spazio tra i due muri fu riempito di sassi a terra così da formare un bastione. (continua)






