Andiamo a teatro

Il ticchettio di una macchina da scrivere e le note leggere di un violino accompagnano la storia di Marcel e Pauline, due giovani artisti che si incontrano, si amano e scelgono di condividere la vita, il tempo, i sogni. La loro è una storia semplice, quasi ordinaria — ma proprio per questo, profondamente vera. In una valigia immaginaria hanno raccolto carezze e scontri, risate, abbracci e pensieri. Le parole, per loro, non sono mai state indispensabili: sono i gesti, gli sguardi, i silenzi a raccontare meglio di qualsiasi discorso. Ci è stato chiesto di narrare il loro amore con delicatezza. E così abbiamo fatto — sorridendo, giocando, commuovendoci — ma soprattutto lasciandoci sorprendere dalla poesia nascosta nella loro semplicità . Forse, alla fine, questa storia parla un po’ anche di noi.
Una valigia che potrebbe ispirare un breve racconto di fantasia, delicato e simbolico. La valigia non era grande, ma pesava come una vita intera. Nessuno ricordava chi l’avesse comprata: forse era comparsa da sola, una sera qualunque, quando restare o partire facevano la stessa paura. Dentro non c’erano vestiti. C’erano carezze piegate con attenzione, per non stropicciarle. Scontri lasciati sciolti, perché non avevano mai imparato a stare fermi. Le risate erano ovunque, infilate tra una cerniera e l’altra, leggere come se potessero scappare da un momento all’altro. Gli abbracci occupavano più spazio del previsto: alcuni stretti, altri incompleti, tutti necessari. E poi i pensieri, sparsi sul fondo, senza ordine, come monete dimenticate in tasca.
Ogni tanto la valigia si apriva da sola. Non per essere svuotata, ma per ricordare. Perché certe cose non servono a essere portate via: servono a non essere perse. Quando finalmente qualcuno la chiuse, lo fece piano. Non per timore che si rompesse, ma per rispetto di tutto ciò che aveva contenuto. E la valigia, soddisfatta, rimase lì. Non pronta a partire. Pronta a restare.
Domenica 15 febbraio al Teatro Cristallo, Via Dalmazia 30, Bozen alle ore 16.30





