von fpm 14.02.2026 13:00 Uhr

Andiamo a teatro

Maladie d’Amour

Foto locandina, elab grafica fpm

Il ticchettio di una macchina da scrivere e le note leggere di un violino accompagnano la storia di Marcel e Pauline, due giovani artisti che si incontrano, si amano e scelgono di condividere la vita, il tempo, i sogni. La loro è una storia semplice, quasi ordinaria — ma proprio per questo, profondamente vera. In una valigia immaginaria hanno raccolto carezze e scontri, risate, abbracci e pensieri. Le parole, per loro, non sono mai state indispensabili: sono i gesti, gli sguardi, i silenzi a raccontare meglio di qualsiasi discorso. Ci è stato chiesto di narrare il loro amore con delicatezza. E così abbiamo fatto — sorridendo, giocando, commuovendoci — ma soprattutto lasciandoci sorprendere dalla poesia nascosta nella loro semplicità. Forse, alla fine, questa storia parla un po’ anche di noi.

Una valigia che potrebbe ispirare un breve racconto di fantasia, delicato e simbolico. La valigia non era grande, ma pesava come una vita intera. Nessuno ricordava chi l’avesse comprata: forse era comparsa da sola, una sera qualunque, quando restare o partire facevano la stessa paura. Dentro non c’erano vestiti. C’erano carezze piegate con attenzione, per non stropicciarle. Scontri lasciati sciolti, perché non avevano mai imparato a stare fermi. Le risate erano ovunque, infilate tra una cerniera e l’altra, leggere come se potessero scappare da un momento all’altro. Gli abbracci occupavano più spazio del previsto: alcuni stretti, altri incompleti, tutti necessari. E poi i pensieri, sparsi sul fondo, senza ordine, come monete dimenticate in tasca.

Ogni tanto la valigia si apriva da sola. Non per essere svuotata, ma per ricordare. Perché certe cose non servono a essere portate via: servono a non essere perse. Quando finalmente qualcuno la chiuse, lo fece piano. Non per timore che si rompesse, ma per rispetto di tutto ciò che aveva contenuto. E la valigia, soddisfatta, rimase lì. Non pronta a partire. Pronta a restare.

Domenica 15 febbraio al Teatro Cristallo, Via Dalmazia 30, Bozen alle ore 16.30

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