von fpm 13.02.2026 16:00 Uhr

Nel Museo di Storia Naturale

Funga – un mondo nascosto

Foto pixabay, elab grafica fpm

Non sono né piante né animali, possono comunicare e svolgono un ruolo chiave in natura. La mostra „Funga – Un mondo nascosto„, inaugurata ieri al Museo di Storia Naturale, racconta la storia dei funghi: cosa sono realmente, cosa possono fare e perché la vita sarebbe quasi inimmaginabile senza di loro. I funghi sono tra gli abitanti più antichi e nascosti della Terra. La mostra invita i visitatori a riscoprire questo regno unico, al di là dei soliti corpi fruttiferi e ben oltre il ruolo dei funghi commestibili. I funghi agiscono per lo più in segreto: ciò che comunemente viene chiamato „fungo“ è solo il corpo fruttifero (paragonabile alla mela di un albero). L’organismo vero e proprio è costituito da una rete ampiamente ramificata di cellule sottili e filiformi, le ife, che insieme formano il micelio. Questa rete cresce nascosta nel terreno, nel legno o in altri substrati, trasportando acqua e sostanze nutritive e stabilizzando il terreno collegando materiale organico e roccia. I funghi non sono né piante né animali: come le piante (a cui sono stati a lungo classificati), sono sessili, ma non possono fotosintetizzare. Pertanto, come gli animali, devono ottenere il loro nutrimento ingerendo sostanze organiche, che assorbono dall’ambiente in forma disciolta. Secondo le conoscenze attuali, i funghi sono più strettamente imparentati con gli animali che con le piante.

I funghi svolgono un ruolo centrale nelle relazioni simbiotiche: oltre il 90% di tutte le piante terrestri vive in simbiosi con loro. Le ife fungine estendono l’apparato radicale delle piante e migliorano l’assorbimento di acqua e nutrienti, mentre le piante forniscono ai funghi zuccheri. Senza queste connessioni, la colonizzazione della terraferma sarebbe stata difficilmente possibile. I licheni, le relazioni simbiotiche tra funghi e alghe e i cianobatteri dimostrano inoltre come i funghi colonizzino anche habitat estremi. La mostra mostra anche che i funghi comunicano non solo chimicamente, ma forse anche elettricamente. Molte specie conducono impulsi elettrici attraverso il loro micelio. I ricercatori sospettano che questi segnali servano all’elaborazione delle informazioni e che i loro schemi possano assomigliare a una sorta di „linguaggio“, un campo di ricerca ancora in gran parte inesplorato.

„Funga“ ripercorre le antiche origini dei funghi, il loro ruolo chiave in natura ed evoluzione e la loro stretta relazione con l’uomo, ad esempio nel microbioma della pelle e dell’intestino. Questa prospettiva scientifica è completata da punti di vista culturali: i funghi come rimedi, come parte di rituali e miti e come motivi distintivi nell’arte e nella cultura popolare. Gli attuali approcci ai materiali sostenibili e alle applicazioni biotecnologiche colmano finalmente il divario con il futuro.

La mostra è stata inaugurata ieri dal direttore del museo David Gruber e dai curatori Petra Mair, curatrice di botanica, e Margit Schweigkofler del team didattico. Sarà visitabile fino a febbraio 2027 al piano terra del Museo di Storia Naturale.

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