Il diritto alla lingua madre

Come riferisce il giornale „Die Kronenzeitung“, durante una seduta consiliare, Franz Josef Smrtnik, deputato bilingue tedesco-sloveno (Team Kärnten), è stato richiamato all’ordine da Christoph Staudacher (FPÖ), secondo presidente del Consiglio provinciale, per aver pronunciato alcune parole in lingua slovena.
Già dopo il saluto bilingue all’inizio del suo intervento, Smrtnik è stato interrotto da Staudacherr: «Esiste una sola lingua ufficiale regionale, onorevole consigliere. La smetta, altrimenti sarò costretto ad infliggerLe un richiamo all’ordine». Successivamente Smrtnik ha aggiunto di voler dire «grazie, e anche hvala» e, quando ha menzionato il coro dei cacciatori bilingue di Bad Eisenkappel / Lovski zbor Železna Kapla, è scattato il richiamo all’ordine annunciato.
Il presidente dell’associazione patriottica sudtirolese fa riferimento a questo episodio ed all’articolo della Kronenzeitung, e lo stigmatizza in una lettera aperta a Staudacher. Scrive infatti Lang:
„Egregio onorevole Christoph Staudacher (FPÖ),
qualora i fatti si siano svolti come descritto nell’articolo di stampa citato, non posso che esprimere totale incomprensione per il Suo richiamo all’ordine nei confronti dell’onorevole Smrtnik, che giudico nazionalistico e meschino.
Da decenni mi batto per l’uso della mia lingua madre tedesca negli uffici e nelle istituzioni pubbliche del Sudtirolo, un diritto sancito anche dallo Statuto di autonomia. In questa battaglia abbiamo sempre potuto contare sul sostegno della FPÖ del Nordtirol, in particolare dell’onorevole Gudrun Kofler.
Quando però vedo il modo in cui un esponente della FPÖ carinziana reagisce al fatto che un deputato bilingue utilizzi solo alcune parole (!) nella propria lingua madre, non posso che scuotere la testa – regolamento interno o meno.
In assenza di una Sua diversa spiegazione su quanto accaduto – conclude Lang – non mi resta che esprimere la mia solidarietà all’onorevole Franz Josef Smrtnik.“






