von mas 08.02.2026 17:00 Uhr

Referendum di Folgaria, alcuni chiarimenti

„Quando una comunità partecipa, merita rispetto e chiarezza“ – dichiara in una nota il Comitato Promotore Dominio Collettivo ASUC Magnifica Comunità di Folgaria.

Foto: Comitato Promotore ASUC Magnifica Comunità di Folgaria

Per questo riteniamo doveroso intervenire pubblicamente e fare alcuni necessari chiarimenti – continua la nota.

In riferimento alle dichiarazioni del Sindaco sull’esito del referendum (NdR: Michael Rech, primo cittadino di Folgaria, aveva ipotizzato un fallito tentativo di „spallata politica“) , riteniamo doveroso fornire alcuni chiarimenti.

Tutti i componenti del Comitato promotore respingono con fermezza le affermazioni del Sindaco che attribuiscono al Comitato finalità politiche. Riteniamo doveroso ribadire la natura esclusivamente civica della nostra iniziativa, anche per rispetto dei 615 cittadini che ci hanno sostenuto.

Il percorso del Comitato, nato all’inizio del 2024, è stato pubblico, trasparente e dichiaratamente apolitico. Si è sviluppato attraverso momenti di informazione, confronto e approfondimento con esperti, oltre a testimonianze di esperienze concrete maturate in altre realtà trentine. Un percorso che ha contribuito anche ad accrescere la conoscenza storica e giuridica del nostro territorio.

Il confronto è stato sospeso durante le elezioni comunali e, in più occasioni, il Sindaco e gli amministratori sono stati invitati a partecipare, senza tuttavia ricevere riscontri.

Il Sindaco ha scelto fin dall’inizio di interpretare il referendum come uno scontro politico, evitando un confronto nel merito sulle criticità dell’attuale gestione dei beni collettivi e sulle potenzialità di un ente espressione diretta dei residenti, come previsto dalla normativa vigente (legge n. 168/2017 e legge provinciale del 14 giugno 2005, aggiornata nel dicembre 2024).

È stato così accantonato un modello di gestione capace di promuovere democrazia diretta, rafforzare il senso di comunità e ridurre le rigidità burocratiche, con costi mediamente inferiori di circa il 30% rispetto alla gestione pubblica e maggiori risorse da reinvestire sul territorio.  Un modello che richiede responsabilità e impegno dei residenti, ma che rappresenta un valore, come insegna la storia della Magnifica Comunità di Folgaria.

Purtroppo, su un tema complesso come quello degli usi civici, hanno prevalso pregiudizi e informazioni non corrette, diffuse nel corso della campagna referendaria, che hanno trovato facile presa tra chi non conosce approfonditamente la materia.
In molti casi, la proposta non è stata valutata nel merito, ma respinta sulla base di posizioni ideologiche.

Sono stati inoltre diffusi allarmismi infondati riguardo a presunti aumenti della tassazione comunale e a una riduzione dei contributi alle associazioni, travisando il reale significato e le finalità del progetto proposto.  È inoltre da segnalare una evidente scorrettezza istituzionale da parte del Sindaco di Lavarone, intervenuto in modo improprio su un tema di stretto interesse dei residenti di Folgaria, confermando una carenza di conoscenza del contesto e della materia.

Nonostante il dibattito sia stato spostato sul piano politico, il risultato ottenuto ci rende comunque orgogliosi e soddisfatti: il referendum ha rappresentato un momento significativo di partecipazione democratica.  Riteniamo di aver contribuito ad aumentare la consapevolezza della comunità rispetto alla propria storia e ai propri diritti.

In futuro, la gestione dei beni collettivi non potrà prescindere da una più attenta applicazione della normativa e da una partecipazione più informata e vigile dei residenti.  Non è escluso che lo stesso Comune, di fronte a una gestione sempre più complessa, sia in futuro costretto a promuovere esso stesso la costituzione di un ente dedicato.

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