von fpm 29.01.2026 10:00 Uhr

“Grüß Gott in Tirol”

Campagna di affissioni identitarie in vista delle Olimpiadi

Elaborazione grafica Flavio Pedrotti Moser

Da lunedì 26 gennaio 2026, in tutto il Südtirol sono affissi presso numerose fermate degli autobus manifesti con la scritta “Grüß Gott in Tirol”. L’iniziativa è promossa dal Südtiroler Schützenbund (SSB) insieme al Südtiroler Heimatbund (SHB) ed è rivolta consapevolmente agli ospiti provenienti da tutto il mondo. Tramite un codice QR presente sui manifesti, gli interessati possono accedere alla pagina informativa schuetzen.com/olympia, nella quale viene illustrato l’inquadramento storico, culturale e politico del Tirolo, in particolare alla luce dei prossimi Giochi Olimpici Invernali di Antholz.

«L’obiettivo dell’iniziativa è quello di dare un cordiale benvenuto agli ospiti e, allo stesso tempo, richiamare l’attenzione su una realtà storica che a molti non è nota: la parte meridionale del Tirolo fu annessa allo Stato italiano dopo la Prima guerra mondiale senza una consultazione della popolazione. La popolazione di lingua tedesca e ladina fu successivamente esposta per decenni a repressione, privazione dei diritti e a una politica di assimilazione aggressiva. Solo nella seconda metà del XX secolo è stato possibile conquistare un’autonomia che ancora oggi costituisce la base della convivenza», spiega Christoph Schmid, comandante provinciale del Südtiroler Schützenbund. La campagna di affissioni non intende quindi essere una provocazione, bensì un invito al dialogo e al confronto con la storia del Tirolo. Il saluto “Grüß Gott in Tirol” è espressione di una cultura e di un’identità vissute e orgogliosamente difese indipendentemente dagli attuali confini statali.

«Diamo un caloroso benvenuto ai nostri ospiti», sottolinea Roland Lang, presidente del Südtiroler Heimatbund. «Proprio i grandi eventi come i Giochi Olimpici rappresentano l’incontro, la competizione sportiva, il rispetto e la comprensione. Possa lo sport porsi al di sopra di ogni nazionalismo che avvelena la pace ed essere uno strumento efficace per unire le persone al di là di confini e culture».

Una iniziativa simile è auspicabile possa essere avviata anche in provincia di Trento che in qualità di Welschtirol appartiene a tutti gli effetti al Tirolo storico.

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