An der Front: Werk Valparola

Nell’ultimo decennio dell’800 il Comando territoriale per la Difesa del Tirolo (Tiroler Landesverteidigungs Kommando) decise di approntare un sistema di forti di sbarramento a controllo e difesa delle strade di collegamento in prossimita‘ dei confini meridionali della Monarchia. Il Rayon V (cosi venivano suddivisi i settori di difesa del confine meridionale) includeva due forti di sbarramento: il Werk la Corte (Sperre Buchensteintahl) e la Staßensperre Ruaz (sbarramento stradale Ruaz) realizzato per controllare e difendere la   strada (oggi n.48 delle Dolomiti) che dal paese di Alleghe in territorio italiano portava attraverso Arabba al Passo Pordoj e da Corvara al Passo Capolongo e il Sperrwerk Tre Sassi (Sperre Valparolapaß) che sbarrava la strada delle Dolomiti verso la Val Badia. Entrambi i Forti costruiti nel 1897-1900 erano di concezione e struttura che si rivelarono inadeguate durante la guerra scatenata dal Regno d’Italia contro l’Impero d’Austria.
Entrambi furono oggetto di pesanti bombardamenti da parte dell’artiglieria italiana che ne causarono l’inagibilità . Il Forte Tre Sassi ricevette dal 5 Giugno al 5 Luglio successivo ben 1400 colpi dei quali un centinaio di grosso calibro e perforanti(21 cm e 24 cm) riuscirono a sfondare la copertura del Forte realizzata in calcestruzzo monogranulare dello spessore di 1 mt. causando la morte di 3 Soldati della Guarnigione ,il ferimento di una decina e il conseguente abbandono (5 Luglio). Guido Burtscher, Ufficiale austriaco in quel settore di Combattimento narra che dopo l’abbandono del Forte si decise di mantenere all’interno della struttura l’impianto d’illuminazione acceso per ingannare l’artiglieria nemica, la quale infatti continuo‘ a bombardare il Forte. Con l’humorismo tipico tirolese scrisse: „è costato piu‘ agli Italiani distruggerlo che agli austriaci costruirlo.“  – (cit.Die Kämpfe in den Felsen der Tofana,G.Burtscher).
I Reparti che per primi si posizionarono sulla linea di difesa Col di Lana-Sief-Sett Sass,Picolo Lagazuoi furono gli Standschützen (Bersaglieri Locali) Tirolesi del Battaglione Enneberg (che comprendeva 5 Compagnie con Volontari della Val Badia, Buchenstein/Livinallongo e Ampezo) il Battaglione Silz e il Landsturm-Infanteriebattallion Nr.165 (battaglione di Fanteria della Leva Territoriale tirolese Nr.165.). Franz Kostner da Corvara, fu Maggiore Comandante del Btg.Enneberg e nelle sue memorie racconta l’impiego di questi generosi ed eroici fifensori della propria Terra (Heimat) minacciata dall’Italia.
Gia‘ nella meta‘ del mese di Giugno 1915 arrivarono a sostegno delle esigue formazioni tirolesi alcuni Reparti del Deutsches Alpenkorps (il Corpo Alpino germanico) equipaggiato e addestrato per la lotta in ambiente dolomitico. L’impiego di moderni pezzi d’artiglieria colmarono la mancanza di quelli austriaci impiegati sul Fronte galiziano e serbo dove la guerra era gia‘ in atto dall’anno precedente.
La diffidenza iniziale e lo scetticismo con il quale gli Ufficiali Tedeschi guardavano i nostri Standschützen ando‘ scemando per far posto all’ammirazione per uomini giovani e anziani disposti all’estremo sacrificio per la loro Patria tirolese.
Il cameratismo tra i Soldati Bavaresi e Prussiani del Corpo Alpino e i difensori Tirolesi si concretizzo‘ nel piu‘ bel simbolo dei nostri Monti del Tirolo: das Edelweiß, la Stella alpina che decorava il collo delle uniformi dei Kaiserchützen, i logori berretti da campo degli Standschützen e in seguito quelli dei camerati germanici.
Nelle vicinanze del Passo Valparola in direzione Sankt Kassian in Val Badia sorge un piccolo Cimitero di Guerra dove si puo‘ ammirare una Kriegerkapelle eretta nel 1915 a ricordo del sacrificio che accomuno‘ i Soldati bavaresi e quelli tirolesi caduti in quella zona di confine che rimarra‘, a dispetto delle inique demarcazioni politiche, Terra tirolese.
Percorso: il Werk Tre Sassi sorge proprio sulla strada, al Passo di Valparola (quota 2125 m). La tabella della Croce di An der Front è stata fissata sul portale di accesso. La visita all‘interessantissimo Museo ospitato nel forte, in parte restaurato, è quasi un obbligo per ogni appassionato di Storia.
Si ringrazia Franz Pozzi (Brunner) per la collaborazione a questo articolo della serie An der Front






