Australian Open

Il dolore lo stava letteralmente piegando. Crampi ovunque: gambe, cosce, persino alle mani. Dal punto di vista fisico era al limite assoluto, lontanissimo dalla sua condizione ideale. A tratti rimaneva in piedi quasi solo grazie alla racchetta, sostenuto da un servizio decisivo e da una forza mentale fuori dal comune. Persino la pausa concessa per il caldo estremo è sembrata arrivare come un intervento provvidenziale. Quello a cui abbiamo assistito non può essere liquidato come una semplice partita di tennis. È stato un racconto epico, degno del grande schermo: una prova di resistenza, dolore e orgoglio. Jannik Sinner ha vinto in quattro set contro l’americano Eliot Spizzirri, ma il valore dell’avversario, in questo caso, passa in secondo piano. Perché il vero duello si è giocato contro il suo stesso corpo. E Sinner lo ha vinto.
Quando molti avrebbero ceduto, sia fisicamente che mentalmente, lui ha trovato la forza di reagire, iniziando a piazzare ace come se il dolore fosse improvvisamente scomparso. Ha resistito, ha lottato, si è salvato e ha salvato un Australian Open che non poteva finire così. Non per lui. Non per chi ama il tennis. Forse non è ancora del tutto chiara la portata di questa impresa: restare in campo fino alla fine sarebbe già stato straordinario, ma vincere in quelle condizioni va oltre ogni logica. È qui che si riconoscono i veri campioni.
Da rilevare anche il grande gesto di fair play andato in scena alla Rod Laver Arena. Durante il match di sabato 24 gennaio, valido per il terzo turno degli Australian Open 2026, Sinner e Spizzirri sono stati protagonisti di un episodio di autentica sportività dopo un errore arbitrale. Nel terzo game del secondo set, con il punteggio sull’1-1, il giudice di sedia ha sanzionato Sinner con un warning per time violation. Il sudtirolese ha immediatamente protestato, indicando come l’avversario non fosse pronto a rispondere.
A confermare la sua versione è stato lo stesso Spizzirri, che si è avvicinato all’arbitro ammettendo di non essere effettivamente pronto. A quel punto il giudice ha revocato l’ammonizione, mentre Sinner ha applaudito l’avversario per il gesto. Un momento che ha reso la partita ancora più significativa, dentro e fuori dal campo.
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