von mas 23.01.2026 14:46 Uhr

Usi civici in Prima Commissione

​La Prima Commissione permanente di Carlo Daldoss si è riunita stamane presso la sala Lenzi di Palazzo Trentini per l’esame del ddl 73 di Filippo Degasper​i (Onda) di modificazione della legge provinciale 14/2014,  che introduce l’esenzione dall’imposta immobiliare semplice per gli immobili soggetti a vincolo d’uso civico

Foto Ufficio Stampa Consiglio Provinciale

Ad illustrare il disegno di legge 73 „Modificazione dell’articolo 7 della legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14: esenzione dall’imposta immobiliare semplice per gli immobili soggetti a vincolo d’uso civico“ è intervenuto il proponente. Il consigliere Degasperi ha premesso che gli usi civici rappresentano un’istituzione identitaria modello della comunità trentina, nati per limitare il potere costituito allo scopo di consentire la migliore valorizzazione e conservazione dei patrimoni.

La norma, per evitare episodi spiacevoli, nella convinzione che Pat, Comuni e Asuc lavorino nella stessa direzione e si impegnino sugli stessi obiettivi, prevede di risolvere i contenziosi esistenti e quelli futuri esentando dall’Imis gli immobili utilizzati dalle Asuc per finalità comunitarie e attività non commerciali prive di scopo di lucro. L’esenzione non si applicherebbe se c’è un corrispettivo.

Il dirigente Giovanni Gardelli ha precisato che storicamente, l’uso civico nell’ordinamento italiano nasce su res aliena, mentre il nostro ha una natura di stampo germanico tribale e nasce su res propria e piena della comunità. La modifica proposta dal consigliere potrebbe far sembrare che le Asuc possano esercitare attività connesse a sport, sociale, turismo e questo è in contraddizione con la natura del bene: bisognerebbe dunque prima riformare in maniera sostanziale l’intero modello di gestione dei domini collettivi, altrimenti, pur comprendendo l’obiettivo del consigliere, non si potrebbe di fatto raggiungere la finalità della norma proposta. Servirebbe dunque una riforma integrale che tra l’altro è negli obiettivi dell’assessore, ha annunciato Gardelli.

Mariachiara Franzoia (PD) ha condiviso la norma del collega che tocca un tema che sta trasversalmente a cuore del Consiglio, riconoscendo il ruolo dei beni collettivi. E’ dunque apprezzato tutto ciò che è possibile fare per sostenere, valorizzare, e sburocratizzare, seppure dentro la più ampia, annunciata riforma. Anche Vanessa Masè (Civica) ha accolto favorevolmente l’occasione di approfondimento sui beni collettivi, una realtà importante di presidio del territorio. Tuttavia, l’inquadramento tecnico ha chiarito che la norma ha bisogno di una riforma complessiva e l’assessore ha pubblicamente dichiarato la volontà di procedere. Sebbene la norma interpreti un bisogno reale, sarebbe a suo avviso inopportuno intervenire a prescindere da una riforma complessiva, di sistema. Simili le considerazioni di Maria Bosin (Patt) che ha chiesto al dirigente Gardelli alcune delucidazioni tecniche complesse e articolate sull’interpretazione della legge. L’assessore, ha anticipato Gardelli, ipotizzava la data di settembre per attivare il percorso di ascolto e confronto utile alla messa a punto della riforma.

Alla luce del dibattito emerso, il consigliere Degasperi ha dichiarato di voler fare un giro di audizioni per capire la disponibilità a sostenere questa modifica puntuale, apparentemente condivisa negli obiettivi, che vuole rispondere ad una criticità contingente. Le audizioni si terranno il 29 gennaio.

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