von fpm 23.01.2026 10:00 Uhr

Montagne e culture

„Destinazione… Corea del Sud“: il Trento Film Festival viaggia verso l’Estremo Oriente

Foto locandina, elab grafica fpm

Il 74. Trento Film Festival volge lo sguardo a Est e si dirige in Corea del Sud, Paese da tempo al centro di una rivoluzione cinematografica. Gervasini: «Novità, qualche chicca di genere e un grande film di montagna: il nostro omaggio al cinema coreano, che nell’ultimo quarto di secolo ha proposto capolavori come nessun’altra cinematografia al mondo». La sezione „Destinazione…“ del Trento Film Festival è dal 2011 dedicata alla cinematografia e allo specifico culturale di altri paesi o aree geografiche, a prescindere dal tema „montagne e culture“ che caratterizza le diverse sezioni del Festival, per spaziare a 360° nelle produzioni delle nazioni ospiti. Dopo i programmi dedicati a Georgia (2020), Groenlandia (2021), Etiopia (2023), Irlanda (2024) e Argentina (2025), il Trento Film Festival nel 2026 viaggia verso l’Estremo Oriente e volge lo sguardo alla Corea del Sud. La cinematografia di questo Paese, soprattutto nel nuovo millennio, è stata al centro di una rivoluzione straordinaria che nel giro di poco tempo ha portato al consolidarsi di uno star system e di una generazione di cineasti di assoluto valore. L’apice è stato raggiunto con Parasite di Bong Joon-ho che nel 2019 ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes e nel 2020 l’Oscar come miglior film, trionfando però in altre tre categorie „maggiori“: miglior film internazionale, miglior regista e miglior sceneggiatura originale di Bong Joon-ho e Han Ji-won.

Contemporaneamente, si sono sviluppati due altri fenomeni di massa legati alla cultura coreana. Da una parte la diffusione a livello globale del cosiddetto K-pop, la musica e le coreografie delle boyband, dei solisti e delle soliste (i cosiddetti K-idol) rivolte soprattutto a un pubblico di giovani se non giovanissimi. Nel 2012 la canzone Gangnam Style del rapper Psy raggiunge in poco tempo un miliardo di visualizzazioni su YouTube infrangendo tutti i record. Nel 2017 la band hip hop BTS (Bangtan Boys) vince l’American Music Award e viene nominata ai Grammy, prima volta in assoluto per uno o più artisti coreani. Il fenomeno del K-pop, soprattutto la sua diffusione oltre i confini nazionali, ha avuto un apice nel 2025 con il film d’animazione K-pop Demon Hunters di Maggie Kang e Chris Appelhans, una produzione dell’americana Sony Pictures Animation rilasciata da Netflix a livello internazionale che ha avuto un successo enorme, creando un vero e proprio culto soprattutto tra i giovanissimi e le giovanissime. Il secondo fenomeno di massa, più recente a livello globale, è quello dei K- drama, la fiction televisiva sudcoreana la cui punta dell’iceberg è stata, nel 2021, Squid Game, ancora oggi la serie più vista di sempre su Netflix.

Il cinema coreano nell’ultimo quarto di secolo ha proposto capolavori come nessun’altra cinematografia al mondo. Abbiamo così deciso di omaggiare quattro maestri riconosciuti – Kim Ki-duk, Park Chan-wook, Bong Joon-ho e Lee Chang-dong – proponendo al contempo novità, qualche chicca di genere e un grande film di montagna come The Himalayas dedicato alla figura del leggendario alpinista Um Hong-gil, che sarà presente al festival. 15 film, 9 lungometraggi e 6 corti, tutti scelti tra i migliori degli ultimi anni, alcuni mai distribuiti nelle sale italiane: un programma rivolto agli appassionati e a chi per la prima volta scopre il magnifico cinema della Corea del Sud» spiega Mauro Gervasini, responsabile della programmazione cinematografica del Trento Film Festival.

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