I lettori ci scrivono: Una questione di identità

In molti paesi europei, la catena (Bürgermeisterkette) ed il medaglione riportante lo stemma della città o del paese, sono i distintivi particolari dei Sindaci e dei Capicomune, e li caratterizzano in maniera inequivocabile quali rappresentanti della propria comunità, prima ancora che come funzionari pubblici e dello Stato. Questo a sottolineare in modo anche simbolico il loro ruolo, la loro posizione a capo della cellula primaria di governo del territorio e in qualche modo pure di garanti dell’amministrazione democratica, dell’Identità e della partecipazione.
In Austria la Bürgermeisterkette è particolarmente diffusa nei Länder del Tirol e della Carinzia, quelli probabilmente dove la tradizione e la componente identitaria sono più radicate. Nel resto dell’Europa il medaglione è molto comune soprattutto negli stati mitteleuropei, nordici e anglosassoni.
In Italia la tradizione è generalmente molto debole: per ovvii motivi, il simbolo principale dell’autorità locale è la fascia tricolore, legata alla “mitica” unità nazionale e alla repubblica. La catena del sindaco viene usata soprattutto in alcune regioni, dove sono / erano presenti spinte e forze autonomistiche e identitarie: in Friuli-Venezia Giulia – soprattutto nel territorio dell’ex-Litorale Austriaco – alcuni comuni hanno introdotto catene civiche, ma senza che questo sia stato regolamentato da un’apposita normativa regionale: è più una scelta simbolica locale. Alcuni sindaci in Lombardia, Veneto o Toscana hanno fatto realizzare catene con lo stemma comunale, ma restano eccezioni.
L’unica Regione dove il Medaglione del Sindaco è regolato da un decreto regionale è la Nostra!
Per inciso, l’Articolo n. 30 dell’Ordinamento dei Comuni della Regione Trentino – Südtirol in vigore, recepisce i contenuti dell’Art. 16 della Legge Regionale n. 1 del 4 gennaio 1993, proposta dall’allora Presidente Tarcisio Andreolli (Giunta DC-PSI-SVP) e l’Art. 4 della Legge Regionale n. 10 del 23 ottobre 1998, proposta dalla Giunta Regionale (SVP-PPI-PATT) presieduta da Tarcisio Grandi, e recita:
„Giuramento e distintivo del sindaco: Il sindaco, subito dopo la convalida della sua elezione, presta giuramento davanti al Consiglio Comunale di osservare lealmente la Costituzione, lo Statuto speciale, le leggi dello Stato, della Regione e delle Province Autonome, nonché di adempiere alle sue funzioni al solo scopo del bene pubblico.
Distintivo del Sindaco quale Ufficiale del Governo è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune, da portarsi a tracolla della spalla destra. Distintivo del Sindaco quale capo dell’Amministrazione Comunale è il MEDAGLIONE previsto dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Giunta regionale 12 luglio 1984, n. 12/L.”.
La nostra Autonomia ha radici molto profonde. I diritti (e i doveri) di autogestione delle nostre comunità risalgono a secoli prima dell’autonomia concessa alla nostra Terra dopo la Seconda Guerra Mondiale, in prima battuta con l’Accordo Degasperi – Gruber; e poi di quell’Autonomia “Speciale” – conseguenza della rivolta del popolo sudtirolese iniziata nel 1957 con il “Los von Trient” pronunciato da Silvius Magnago a Schloss Sigmundskron nel 1957, proseguita con la “Feuernacht” del giugno 1961 e conclusasi con la firma del cosi detto “Pacchetto” nel 1972.
Il “Pacchetto” aveva portato all’elevazione della nostra Autonomia, riconoscendo la “Specialità” delle due Provincie Autonome di Bolzano e di Trento, e mantenendo la “cornice” della Regione quale contenitore delle Province, come originariamente individuato dall’Accordo Degasperi – Gruber.
Anche nella prospettiva di un Terzo Statuto che elevi la nostra Autonomia a livello Euroregionale, e considerata la grande importanza che anche i simboli possono avere per la salvaguardia della nostra Identità e la diffusione della conoscenza della nostra ormai millenaria Autonomia, che negli ultimi anni è sempre più soggetta ad erosione e svuotamento di competenze e soprattutto di risorse, e che dagli stessi cittadini della nostra Terra è sempre più spesso considerata come garantita o, peggio, accessoria, esorto i Sindaci ad utilizzare sempre il MEDAGLIONE – simbolo del Sindaco quale capo dell’Amministrazione Comunale, ma soprattutto quale rappresentante della propria Comunità e della propria Identità, nel senso più allargato ed inclusivo del termine – in tutte le occasioni in cui egli non eserciti i poteri di ufficiale del governo centrale, come del resto chiaramente previsto dalle normative regionali.
Dopo di che, se i nostri Sindaci, e gran parte della popolazione trentina, si sentono ormai più italiani degli stessi italiani, mi vien da dire, “…ma che senso ha la nostra Autonomia Speciale, solo Soldi ?”






