von mas 19.01.2026 17:00 Uhr

Un sottopasso, fra righe e fasce

E‘ stato inaugurato nei giorni scorsi il „nuovo“ sottopasso di via Canestrini a Trento, opera dell’artista sudtirolese Esther Stocker.  Al di là del fatto che l’opera piaccia o meno (sui social imperversano commenti anche piuttosto ironici, non solo ammirati), la cerimonia ha confermato che il sindaco di Trento non ha ancora le idee chiare sulla normativa regionale a proposito dei simboli della sua carica…

Foto Comune di Trento

„Il lavoro nello spazio pubblico per me è un lavoro di cuore, perché credo che l’arte abbia senso solo se condivisa. La sfida è restituire valore ai luoghi di passaggio frequentati da tutti, con l’auspicio che possano offrire un’esperienza non consueta e coinvolgente”.

In occasione della riapertura del sottopasso di via Canestrini, l’artista  sudtirolese Esther Stocker ha commentato così il progetto che ha trasformato un pezzo di città in un’opera d’arte pubblica. Frutto della collaborazione tra Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Galleria Civica e Comune di Trento, l’intervento ha cambiato aspetto alle pareti del sottopasso, rivisitate da Esther Stocker con linee geometriche in bianco e nero capaci di far vivere a chi si attraversa quello spazio una vera e propria esperienza artistica. Pensate come collegamento tra i luoghi e anche tra le persone, le linee mostrano improvvise deviazioni da un ordine che solo apparentemente è perfetto, per cui la molteplicità trova la propria armonia senza mai essere uniforme, anzi accogliendo al suo interno distorsioni e scarti dalla norma.

Sui significati plurimi dell’intervento si è soffermato il primo cittadino di Trento Franco Ianeselli, che ha dichiarato: “Trasformare un sottopasso anonimo in un’opera d’arte pubblica è il sogno di ogni sindaco. In questo caso, è un sogno che diventa realtà, anzi che trasforma la realtà, che porta bellezza, ma anche pensiero ed emozione nello spazio urbano. Nei secoli scorsi le città erano plasmate dagli artisti: pensiamo ai nostri palazzi storici, alle facciate affrescate, alle chiese. Oggi, con quest’opera, l’arte è riuscita nell’impresa di rigenerare uno spazio che ha un valore esclusivamente funzionale, di passaggio, uno spazio che fino a ieri costituiva uno dei tanti non luoghi senza identità di cui abbondano le città. Grazie a questo intervento, tra qualche mese sarà bello passare da qui per raggiungere la nuova stazione delle corriere e il nuovo parco pubblico nell’area ex Sit.“

Sul fatto che la realizzazione sia di forte impatto, visivo ed emotivo, non ci sono dubbi.  Infatti, anche sui social, i commenti si sono sprecati, sia fra chi ha dichiarato di apprezzare l’opera, sia fra chi ha sollevato dubbi e perplessità, esprimendosi talvolta in maniera decisamente ironica.

... per farghe vegnir le stornisie a quei che i vegn zò da le scale

io lo trovo una gran figata e spero che duri e si moltiplichi. Con buona pace del provincialismo

Ma che assurdità!!! Dai stiamo esagerando adesso! …

… Pericoloso e costoso. Spreco di soldi x niente! Credo che soprattutto le scale con quelle righe nere irregolari possano essere un problema x anziani o persone che hanno problemi di vista. Creano confusione. Vedremo quanti finiranno al pronto soccorso… poi lo smantelleranno non appena qualcuno farà causa…

… Bellissimo. Sempre difficile difendere questi interventi. Molto più facile criticare…

…a me gira la testa a guardare le foto, pensa a passarci dentro…

Come scritto in apertura, la cerimonia di inaugurazione del restauro del sottopasso si è tenuta venerdì. Erano presenti Micol Forti, nuova direttrice del MART; Gabriele Lorenzoni, responsabile Galleria Civica e curatore del progetto; e per il comune di Trento la vicesindaco e assessore alla cultura Elisabetta Bozzarelli, e il sindaco del capoluogo, Franco Ianeselli.  Il quale indossava la fascia tricolore da rappresentante del governo italiano e non il medaglione, quale capo dell’amministrazione comunale, ignorando una volta di più la normativa vigente,

Forse al Sindaco di Trento non è ancora chiaro che il medaglione va indossato in tutti i  casi previsti dal Regolamento dei Comuni, e non soltanto quando non si vedono che Schützen fra le persone presenti ad una cerimonia…

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