von mas 19.01.2026 11:00 Uhr

Alla „ri-scoperta“ della Stazione di Trento

Venerdì l’assessore provinciale alla cultura ha visitato il cantiere dove si stanno ultimando i lavoro di restauro della stazione ferroviaria di Trento. „Il sopralluogo durante i lavori mi ha restituito il valore storico-culturale di questo luogo“ ha dichiarta Gerosa. L’assessore ha parlato di storia, memoria e dentità,  riferendosi ovviamente all’edificio realizzato durante il Ventennio e non a quello inaugurato nel 1859, quando Trento faceva ancora parte dell’Impero.  Il comunicato stampa PAT aggiunge  poi alcune frasi, effettivamente molto più vicine a quella che è la vera Storia della nostra Terra…

Trento, la stazione "imperiale" - Foto Regio Esercito Italiano da Wikipedia - Creative Commons CC BY-SA 4.0

Mentre procedono verso la conclusione i lavori di riqualificazione e restauro della stazione ferroviaria di Trento,  si è tenuta venerdì di prima mattina la visita dell’assessore alla cultura della provincia Francesca Gerosa, insieme alla Soprintendente per i beni culturali Angiola Turella, il dirigente generale Paolo Fontana e l’architetto Fabio Campolongo, per visionare il restauro di un significativo esempio dell’architettura moderna, che ha visto il costante impegno della Soprintendenza trentina – si legge nel comunicato stampa della Provincia. 

“Sembra di fare un tuffo nella storia – ha dichiarato l’assessore Gerosa – questo restauro rappresenta un intervento di grande valore anche culturale e simbolico per la nostra comunità, un lavoro di riscoperta e restituzione di un luogo che custodisce una parte importante della nostra storia e della nostra identità. Grazie al lungo lavoro della Soprintendenza per i beni culturali e al contributo documentale dell’Archivio del ’900 del Mart, è stato possibile riportare alla luce materiali, colori e linguaggi artistici che raccontano il Novecento Trentino e il dialogo tra architettura, arti applicate e territorio. Questa stazione, principale porta di accesso alla città, torna oggi a essere non solo un’infrastruttura essenziale, ma uno spazio culturale vivo, capace di accogliere cittadini e visitatori come testimonianza viva della nostra memoria e come primo luogo di incontro con la storia, la cultura e il patrimonio di Trento e di tutto il Trentino”.

Non aggiungiamo alcuna osservazione, che il discorso si commenta da solo.  Fortunatamente il comunicato dell’Ufficio Stampa PAT aggiunge alcune frasi alle dichiarazioni di cui sopra.  

 

La stazione ferroviaria di Trento –  inaugurata nel 1936 e intitolata a Luigi Negrelli  – è un’opera di grande interesse sotto il profilo storico, architettonico e ingegneristico. Venne progettata da Angiolo Mazzoni,  architetto e ingegnere che aveva aderito al movimento futurista, autore di molti progetti per stazioni ferroviarie e palazzi postali, compreso quello di Trento.

La stazione sorge in sostituzione di quella realizzata a metà Ottocento dall’Impero austro-ungarico e contribuisce a rafforzare il programma di italianizzazione della regione annessa al Regno a seguito della Prima Guerra mondiale.

Fanno parte di questo programma anche la trasformazione del citato Palazzo delle Poste, la costruzione del monumento a Battisti sul Doss Trento, il restauro del Castello del Buonconsiglio, lo sventramento del quartiere del Sass, la realizzazione delle Scuole Raffaello Sanzio e del Grand Hotel Trento.

  • Da Wikipedia inglese - CC BY-SA 2.5
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