L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (7)

La Kloster Neustift (Abbazia di Novacella), nei pressi di Brixen, è uno dei complessi monastici più importanti dell’arco alpino e presenta una stratificazione architettonica particolarmente ricca. Fondata nel 1142 dal beato Artmanno, vescovo di Brixen, come monastero dei Canonici Regolari di Sant’Agostino. La sua posizione lungo importanti vie di transito alpine, ne fece fin dall’inizio un punto strategico per l’assistenza spirituale, l’ospitalità ai pellegrini e il controllo del territorio. L’abbazia fu profondamente segnata dalle ricostruzioni gotiche del XIV e XV secolo, successive a incendi, terremoti e a un generale rinnovamento spirituale e artistico. Durante questo periodo, il complesso assunse un aspetto più monumentale e coerente con il gusto gotico: vennero rinnovate le strutture della chiesa abbaziale, con l’introduzione di volte a crociera, archi acuti e un maggiore slancio verticale, elementi tipici del gotico alpino. Anche parti del chiostro, dei corpi conventuali e degli ambienti di rappresentanza furono riorganizzate secondo criteri funzionali e stilistici più moderni per l’epoca. Nei primi secoli il complesso ebbe un carattere prevalentemente romanico, visibile nella chiesa originaria e nelle prime strutture conventuali. L’abbazia si affermò rapidamente come centro di irradiazione religiosa, amministrando parrocchie e possedimenti anche molto lontani. Parallelamente, l’abbazia rafforzò il proprio ruolo culturale: lo scriptorium e la biblioteca divennero luoghi di produzione e conservazione del sapere, mentre la scuola conventuale contribuì alla formazione del clero locale.
Le ricostruzioni gotiche non cancellarono del tutto le fasi romaniche precedenti, ma si innestarono su di esse, creando un dialogo tra solidità romanica e verticalità gotica. Questo processo contribuì a definire l’identità architettonica dell’abbazia, che nei secoli successivi sarebbe stata ulteriormente arricchita da interventi rinascimentali e barocchi, senza perdere la forte impronta lasciata dal gotico tardo-medievale. Tra il XIV e il XV secolo, Novacella attraversò una fase di profonde trasformazioni. Incendi, terremoti e mutamenti nelle esigenze liturgiche e comunitarie resero necessarie importanti ricostruzioni in stile gotico. In questo periodo furono rinnovate ampie parti della chiesa, del chiostro e degli edifici conventuali, con l’introduzione di volte a crociera, spazi più luminosi e una maggiore articolazione architettonica.
A partire dal XVI secolo, Novacella fu interessata da nuovi interventi architettonici e artistici, soprattutto in stile rinascimentale e barocco. La chiesa abbaziale venne trasformata secondo il gusto barocco, con ricche decorazioni, affreschi e stucchi, senza tuttavia cancellare completamente le strutture gotiche sottostanti. Nonostante le tensioni della Riforma e della Controriforma, l’abbazia rimase un saldo baluardo del cattolicesimo in area alpina. In questi secoli si svilupparono anche le attività economiche, in particolare la viticoltura, tuttora uno degli elementi distintivi di Novacella.
Nel periodo delle secolarizzazioni napoleoniche (inizio XIX secolo), l’abbazia rischiò la soppressione, ma riuscì a sopravvivere, seppur con perdite patrimoniali. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento divenne sempre più un punto di riferimento culturale, educativo e spirituale per il Südtirol. Oggi l’Abbazia di Novacella è un complesso vivo: ospita una comunità monastica attiva, una delle biblioteche storiche più importanti della regione, una scuola, una cantina di fama internazionale e rappresenta un esempio emblematico di continuità storica, in cui romanico, gotico, barocco e modernità convivono armoniosamente.
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