von mas 08.01.2026 15:30 Uhr

Rette per i malati di Alzheimer in Rsa

La posizione di UPIPA in riferimento a una mozione che verrà prossimamente discussa in Consiglio Provinciale

iù servizi di prossimità, più sostegno alle famiglie e attenzione, ogni qual volta possibile, a garantire la permanenza nel proprio domicilio. La Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, ha approvato le Direttive 2026, e la relativa copertura finanziaria, per i Centri diurni anziani e per le Residenze sanitarie assistenziali (RSA), prevedendo ulteriori misure di sostegno della rete dei servizi a favore delle persone anziane non autosufficienti. “Con queste nuove proposte – sottolinea l’assessore provinciale alla sanità Mario Tonina – rafforziamo in modo concreto la rete dei servizi per le persone anziane non autosufficienti, puntando sul sostegno degli strumenti che possono favorire la domiciliarità, l'integrazione territoriale e la qualità dell’assistenza. Investiamo risorse importanti per ampliare i posti nei Centri diurni, innovare l’organizzazione delle RSA e valorizzare il lavoro del personale, che rappresenta il cuore del nostro sistema di welfare. È una scelta di responsabilità verso una comunità che invecchia e che ha bisogno di risposte sempre più personalizzate e vicine ai bisogni reali ma anche di consapevolezza dei bisogni delle famiglie e della comunità e alle sempre più importanti esigenze di conciliazione”.

Quello delle rette pagate dai malati di Alzheimer ricoverati nelle Case di riposo, è un tema di cui Upipa si occupa da tempo, anche mantenendo costanti contatti con le altre associazioni regionali e nazionali dei gestori di Rsa – si legge nel comunicato di UPIPA.

Come noto  diverse sentenze hanno stabilito a livello nazionale italiano- ma un recente pronunciamento riguarda anche una struttura trentina – che le persone con condizioni che richiedono prestazioni sanitarie e inscindibili – dunque non solo di tipo socio assistenziale – non debbano versare retta: né sanitaria né alberghiera. Ricordiamo che la retta sanitaria, in Trentino, è coperta dalla Provincia, mentre quella alberghiera è carico dei ricoverati e delle loro famiglie.

Il tema è delicato e vanno considerati molti elementi. Per questo Upipa, con la Presidente Michela Chiogna, fissa alcuni punti.

 

Più volte Upipa, di concerto con ARpA (ente che raggruppa le Apsp sudtirolesi) ha sollecitato alle due Province l’istituzione di un tavolo tecnico, purtroppo non è mai stato dato riscontro (l’ultima “Pec” congiunta è del 19 settembre scorso).

È indispensabile che la Provincia si faccia carico della questione, per diversi motivi. Anzitutto le Apsp si trovano molto esposte alle eventuali cause che, nel caso vadano a buon fine, comportano il risarcimento delle rette di tutto il periodo di ricovero, aumentate delle spese legali. Cifre che, del resto, vanno erogate in tempi rapidi e stabiliti dalle stesse sentenze.  Peraltro le Apsp, destinatarie delle cause, non hanno alcun margine di manovra: si limitano ad applicare le normative.

Altrettanto complessa è la situazione delle famiglie che scelgono le vie legali, avviando procedimenti che spesso durano anni e dall’esito per nulla scontato visto che, in assenza di chiarezza normativa, sono i tribunali a decidere, valutando caso per caso e su una molteplicità di fattori che non possono essere riassunti nell’automatismo “Alzheimer uguale gratuità”: al momento questo automatismo non c’è.

La mozione di Demagri cita anche il caso dei “Namir” (nuclei accoglienza minima responsività): parliamo di persone in stato vegetativo. Qui la gratuità è chiarita ma la situazione è diversa: sono pazienti che non possono fare a meno dall’assistenza sanitaria continua. Per loro l’alternativa all’Apsp è l’ospedale, che è gratuito per tutti. Una tale chiarezza, nel vasto mondo delle possibili difficoltà connesse all’Alzheimer, non c’è. È bene che anche le famiglie sappiano che esistono ampi margini di incertezza.

Alla luce di queste considerazioni è certamente giusto che la Provincia, coi suoi strumenti di autonomia, si faccia carico del tema. L’intervento della consigliera è apprezzabile, soprattutto perché impone l’argomento all’ordine del giorno delle scelte politiche.

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