von mas 07.01.2026 06:45 Uhr

Se anche l’Euregio celebra la Befana…

… forse allora non siamo messi proprio benissimo!

Ieri 6 gennaio, festa dell’Epifania, sulla pagina social dell’Euregio tirolese è apparso un post, con l’hashtag #UnitiNellaDiversità – I Re Magi e la Befana ✨#EinheitInDerVielfalt – Heilige Drei Könige und die Befana 

„Il 6 gennaio nell’Euregio si festeggiano diverse usanze. In questo giorno, i Re Magi e i Cantori della Stella vanno di casa in casa a portare benedizioni per il nuovo anno, portando una stella e intonando canti tradizionali in tedesco, italiano o ladino, per raccogliere fondi a favore di cause caritatevoli. In alcune famiglie, soprattutto in Trentino, i bambini attendono con ansia anche la Befana, una simpatica vecchietta che spesso viene raffigurata come una strega in volo su di una scopa, la quale nella notte tra il 5 e il 6 gennaio porta dolci e doni ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi.“

Che la tradizione della Befana venga celebrata anche dall’Euregio Tirolese, secondo noi fa capire che, in quanto a sentimento identitario, non è che si stia proprio benissimo, anzi.

Nel Tirolo Meridionale, infatti,  la Befana è arrivata solo dopo la conquista italiana, anzi, con il fascismo. Fu infatti il governo di Mussolini a istituire, nel 1928,  la festività della Befana fascista,  in occasione della quale venivano distribuiti regali ai bambini delle famiglie più povere. Dopo la caduta di Mussoli, la Befana fascista continuò a essere celebrata nella sola Repubblica Sociale Italiana.

Un’usanza che anche in provincia di Trento ci mise un bel po‘ ad attecchire, cercando di soppiantare i Re Magi.  „E questo – ci ha raccontato la nostra collega Manuela Sartori – pure in Val Rendena, luogo che non si distingue certo per una presenza di ‚austriacanti‘ particolarmente massiccia. La tradizione dei Tre Re e dei Cantori della Stella era viva e vissuta almeno fino agli anni della Seconda Guerra Mondiale. Mio padre, nato nel 1932,  quindi in piena epoca fascista, mi raccontava che la sua classe fu l’ultima a girare per le case di Caderzone, con la corona in testa e con la stella. I ragazzi cantavano la canzone dei Re Magi, quella che fa In questa santa notte nell‘oriente, si riscoperse una lucente stella; i tre Re Magi continuamente dodici giorni seguitando quella‘.  Sessant’anni dopo, la ricordava ancora!“

E se anche il signor Sartori, che oggi avrebbe 94 anni, che è cresciuto non con gli insegnamenti della famiglia (rimase infatti prestissimo orfano di entrambi i genitori),  ma assorbendo quelli della scuola fascista … se pure lui si ricordava dei Tre Re e non della Befana, forse un piccolo sforzo di memoria potrebbe farlo anche l’Euregio Tirolese… o no?

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