Se anche l’Euregio celebra la Befana…

Ieri 6 gennaio, festa dell’Epifania, sulla pagina social dell’Euregio tirolese è apparso un post, con l’hashtag #UnitiNellaDiversità – I Re Magi e la Befana
#EinheitInDerVielfalt – Heilige Drei Könige und die BefanaÂ
Che la tradizione della Befana venga celebrata anche dall’Euregio Tirolese, secondo noi fa capire che, in quanto a sentimento identitario, non è che si stia proprio benissimo, anzi.
Nel Tirolo Meridionale, infatti, la Befana è arrivata solo dopo la conquista italiana, anzi, con il fascismo. Fu infatti il governo di Mussolini a istituire, nel 1928,  la festività della Befana fascista, in occasione della quale venivano distribuiti regali ai bambini delle famiglie più povere. Dopo la caduta di Mussoli, la Befana fascista continuò a essere celebrata nella sola Repubblica Sociale Italiana.
Un’usanza che anche in provincia di Trento ci mise un bel po‘ ad attecchire, cercando di soppiantare i Re Magi. „E questo – ci ha raccontato la nostra collega Manuela Sartori – pure in Val Rendena, luogo che non si distingue certo per una presenza di ‚austriacanti‘ particolarmente massiccia. La tradizione dei Tre Re e dei Cantori della Stella era viva e vissuta almeno fino agli anni della Seconda Guerra Mondiale. Mio padre, nato nel 1932, quindi in piena epoca fascista, mi raccontava che la sua classe fu l’ultima a girare per le case di Caderzone, con la corona in testa e con la stella. I ragazzi cantavano la canzone dei Re Magi, quella che fa ‚In questa santa notte nell‘oriente, si riscoperse una lucente stella; i tre Re Magi continuamente dodici giorni seguitando quella‘. Sessant’anni dopo, la ricordava ancora!“
E se anche il signor Sartori, che oggi avrebbe 94 anni, che è cresciuto non con gli insegnamenti della famiglia (rimase infatti prestissimo orfano di entrambi i genitori), ma assorbendo quelli della scuola fascista … se pure lui si ricordava dei Tre Re e non della Befana, forse un piccolo sforzo di memoria potrebbe farlo anche l’Euregio Tirolese… o no?






