1525-2025: cinquecento anni fa le rivolte contadine (11)

L’Archivio della storiografia trentina offre una interessante documentazione di Salvatore Piatti: L’insurrezione contadina del 1525 nel perginese. Una guerra che coinvolge insorti tirolesi, i quali danno vita ad una sorta di costituzione ante litteram, gli “Articoli di Meran “, diffusi in tedesco e in italiano, una carta di grande tensione democratica, con affermazioni anticipatrici di autonomismo. L’espressione tradizionale di guerra rustica per indicare l’insurrezione dei contadini avvenuta nel 1525 nel Trentino può essere fuorviante in quanto si trattò di una ribellione breve e disorganica. La guerra è guidata da un capo o da un comando militare unificato, è un’azione o un complesso di azioni organizzate ed è combattuta da uomini armati. Ma l’insurrezione, o ribellione, del 1525 nel Trentino non aveva un capo riconosciuto, non ebbe mai una vera organizzazione e gli uomini che vi parteciparono erano armati solo in via eccezionale; la quasi totalità dei partecipanti avevano quelle armi che oggi si direbbero improprie. Gli storici tradizionali di Pergine e del Perginese o non hanno parlato o ne hanno parlato solo sbrigativamente e non sempre con esattezza.
Bernardo Clesio, vescovo e principe di Trento, e Ferdinando, arciduca d’Austria e conte del Tirolo, furono presi in contropiede dall’insurrezione contadina e si trovarono ad affrontare una situazione difficile, dal loro punto di vista, con pochi soldati e con pochi soldi e quindi senza possibilità di assoldare altri militari per soffocare la rivolta come avrebbero desiderato poter fare. Perciò il primo pensò bene di mettersi al sicuro nella rocca di Riva pronto a salpare per lidi più lontani se la situazione avesse dovuto peggiorare; il secondo temporeggiò promettendo ai contadini la convocazione di una Dieta ad Innsbruck per risolvere i loro problemi. Il conte del Tirolo cercava di presentarsi ai ribelli come il principe difensore degli oppressi dal clero e dalla nobiltà, ma in realtà voleva solo prendere tempo per schiacciare l’insurrezione. Per preparare il materiale da discutere e soprattutto da far approvare ad Innsbruck, i contadini sudtirolesi, guidati da Michele Gaismair, decisero di convocare a Merano una Dieta formata unicamente dai contadini di tutta quella regione che oggi va sotto il nome di Trentino Südtirol. Bernardo Clesio e Ferdinando, le autorità della regione, erano contrari alla Dieta o, meglio, al convegno di Meran, ma i contadini la vollero ugualmente ed essa si svolse regolarmente.
Per i contadini quelli erano tempi estremamente duri e si sapeva benissimo qual era la loro situazione per l’esperienza di chi ogni giorno doveva controllare se la gente dava al castello quanto doveva in soldi, in generi, in natura e in prestazioni gratuite.
Questa esperienza temperò l’animo di Francesco Pilloni e sebbene non fosse contadino e nemmeno persona che si trovasse nel bisogno, lo portò ad abbracciare sinceramente la causa di quel movimento contadino che stava nascendo e che si proponeva di eliminare l’ingiustizia sociale e l’istituzione che la provocava. (continua)
Neueste Meldungen






