von fpm 05.01.2026 14:00 Uhr

5 gennaio in Südtirol

Una data di passaggio e purificazione, uno degli apici delle tradizioni invernali alpine e un esempio di come il Südtirol abbia saputo conservare riti antichi adattandoli nel tempo, senza perdere il loro significato profondo.

Foto web, elab grafica FPM

Il 5 gennaio, nella storia e nella tradizione sudtirolese, non è legato a un singolo evento politico preciso, ma ha un forte valore storico-culturale e simbolico, soprattutto come vigilia dell’Epifania. È una data che intreccia antiche credenze alpine, tradizione cristiana e identità locale. Nella cultura contadina del Südtirol, il 5 gennaio è una delle ultime e più importanti Rauhnächte (le “notti aspre” o “fumose”), un periodo che va tradizionalmente da Natale all’Epifania. È una notte di passaggio, in cui il confine tra il mondo visibile e quello invisibile si assottiglia; spiriti, forze della natura e presagi per l’anno nuovo sono particolarmente attivi; si compiono riti di protezione e purificazione per case, stalle e campi. Queste tradizioni hanno radici precristiane e risalgono a epoche molto antiche della storia alpina.

Proprio il 5 gennaio è storicamente uno dei giorni più significativi per: Perchtenläufe (sfilate dei Perchten), riti rumorosi con campanacci, accensione di fuochi simbolici. In Südtirol, come nel Tirolo storico, queste pratiche servivano a: scacciare le forze negative dell’inverno, proteggere la comunità, prepararsi simbolicamente all’arrivo della luce e del nuovo ciclo agricolo. In alcune località, come nella Valle di Gastein (Salzburg), vi sono processioni storiche documentate fin dal XIV secolo, con centinaia di partecipanti e maschere imponenti, riconosciute anche come patrimonio culturale immateriale. La tradizione dei Perchten, come ricordato, ha un significato di transizione e purificazione: scacciare ciò che è negativo (spiriti, inverno, vecchio anno). Accogliere il nuovo con prosperità e fertilità (Schönperchten).

I costumi dei Perchten sono tra i più caratteristici del folklore alpino: maschere di legno intagliate a mano con vari tratti – talvolta spaventosi, talvolta festosi. Pelli di animali, campane, campanacci e bastoni per creare suoni. Il peso e la grandezza delle maschere (in alcuni eventi fino a 2,5 m di altezza) sono parte dell’esperienza culturale e spettacolare. Si presentano in due forme principali: Schönperchten (Perchten belli): portano fortuna, prosperità e abbondanza. Schiachperchten (Perchten brutti): dall’aspetto spaventoso, pensati per scacciare gli spiriti maligni e le forze invernali

Con la cristianizzazione del territorio il 5 gennaio diventa la vigilia dell’Epifania; molte usanze pagane vengono reinterpretate in chiave cristiana. Nella tradizione sudtirolese si benedicevano case e stalle; si preparavano le celebrazioni dei Re Magi (Heilige Drei Könige); si riteneva che ciò che accadeva quella notte avesse influenza sull’anno a venire. Da rilevare la sopravvivenza di tradizioni popolari, un momento chiave dell’identità culturale rurale, ancora oggi viva in molte valli.

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