Una vita per il Tirolo

Nato l’11 settembre 1919 a Walten in Passeier, ultimo di otto figli del fabbro Anton Klotz e di sua moglie Rosa, Georg Klotz crebbe in un Sudtirolo segnato dal fascismo. Nel 1939 fu arruolato nella Deutsche Wehrmacht e prestò servizio come geniere in Norvegia, sul Mar Glaciale Artico e sul fronte orientale. Gravemente ferito e più volte decorato, fece ritorno a casa nel 1945. Nel 1950 sposò Rosa Pöll, maestra di Riffian; dalla loro unione nacquero sei figli.
Negli difficili anni del dopoguerra, Klotz maturò la decisione di far rinascere il mondo degli Schützen, vietato dal regime fascista. Insieme ad altri compagni di ideali rifondò a Walten la prima Schützenkompanie del Tirolo Meridionale, diventandone capitano nel 1950 e successivamente comandante dello Schützenbataillons Passeier. Fu inoltre tra i protagonisti della nascita del Südtiroler Schützenbund nel 1958, di cui fu il primo Landeskommandant-Stellvertreter.
Per Georg Klotz, gli Schützen non erano semplici custodi della tradizione, ma una comunità viva, espressione concreta dell’identità tirolese, fondata sulla fede e sull’amore per la Heimat-
Quelli erano anche gli anni in cui cresceva la protesta contro la perdurante minaccia alla lingua, all’identità e alla cultura sudtirolese. L’Italia infatti negava il diritto all’autodeterminazione e continuava a rinviare l’attuazione dei principi dell’autonomia garantiti dall’Accordo di Parigi,
Georg Klotz aderì al Befreiungsausschuss Südtirol (BAS, il Comitato per la Liberazione del Sudtirolo). Senza compromessi, mise la sua intera vita al servizio dei suoi ideali e delle aspirazioni tirolesi alla libertà. Le sue convinzioni furono sempre incrollabili, anche negli anni della persecuzione e dell’esilio in Nordtirol. In una semplice capanna nella Stubaital, lavorando come boscaiolo e carbonaio, visse anni segnati dalla solitudine e dalla nostalgia per la sua Heimat, che non potè mai più rivedere.
Il suo cuore si fermò in un gelido giorno d’inverno, il 24 gennaio 1976. Finalmente Georg Klotz poté così tornare finalmente a casa, ma soltanto da morto. Migliaia di Schützen e di compatrioti provenienti dal Nordtirol, dal Südtirol e dal Welschtirol gli resero l’ultimo omaggio e saluto.
Poco prima della sua morte, Klotz riuscì a vivere un momento particolarmente significativo: nel 1975 la sua Schützenkompanie fu invitata a Seekirchen, nel Salzburger Land. Dopo anni di esilio, egli poté presentarsi nuovamente come comandante: sarebbe stata l’ultima volta.
Per i suoi meriti nei confronti del mondo degli Schützen tirolesi, Georg Klotz ricevette numerosi riconoscimenti: la nomina a socio onorario della Schützenkompanie Andreas Hofer di Schwaz, la Verdienstmedaille del Bund der Bayerischen Gebirgsschützen, la Gründungsmedaille del Südtiroler Schützenbund oltre alla Goldene Verdienstmedaille del Bund der Tiroler Schützenkompanien.
Ma la massima onorificenza che gli possa essere assegnata è e rimarrà sempre la sua memoria, viva nel cuore di tanti tirolesi. Per loro, Georg Klotz continua ad essere un esempio, perché seppe vivere fino in fondo gli ideali che proclamava: coraggio, amore per la Heimat, fede e fedeltà, secondo il suo motto: „Die Freiheit und das Himmelreich gewinnen keine Halben! – I mediocri non conquisteranno mai la libertà e il Regno dei Cieli!“
In ricordo di Georg “Jörg” Klotz, nel cinquantesimo anniversario della sua morte, domenica 25 gennaio 2026 a St. Leonhard in Passeier si terrà una cerimonia commemorativa
Il programma prevede lo schieramento delle Schützenkompanien, degli ospiti e dei partecipanti alle ore 09.30 di fronte al Vereinshaus, la Casa delle Associazioni, quindi la sfilata verso la Chiesa Parrocchiale dove verrà celebrata la Santa Messa
Seguirà a parte ufficiale della cerimonia, con il discorso commemorativo di Gudrun Kofler, nipote di Georg Klotz e consigliera provinciale del Land Tirol e la deposizione di una corona.
La giornata si concluderà con un momento conviviale presso la Vereinshaus, la Casa delle associazioni.






