von fpm 10.12.2025 13:30 Uhr

1525-2025: cinquecento anni fa le rivolte contadine (7)

Nell‘ambito delle rivolte contadine che interessano tutta l‘Europa centrale, va ricordata quella del 1525-26, la “guerra dei contadini” guidata da Michael Gaismayr.

Foto Postcart

L’Archivio della storiografia trentina offre una interessante documentazione di Salvatore Piatti: L’insurrezione contadina del 1525 nel perginese.  Una guerra che coinvolge insorti tirolesi, i quali danno vita ad una sorta di costituzione ante litteram, gli “Articoli di Meran “, diffusi in tedesco e in italiano, una carta di grande tensione democratica, con affermazioni anticipatrici di autonomismo.  L’espressione tradizionale di guerra rustica per indicare l’insurrezione dei contadini avvenuta nel 1525 nel Trentino può essere fuorviante in quanto si trattò di una ribellione breve e disorganica. La guerra è guidata da un capo o da un comando militare unificato, è un’azione o un complesso di azioni organizzate ed è combattuta da uomini armati. Ma l’insurrezione, o ribellione, del 1525 nel Trentino non aveva un capo riconosciuto, non ebbe mai una vera organizzazione e gli uomini che vi parteciparono erano armati solo in via eccezionale; la quasi totalità dei partecipanti avevano quelle armi che oggi si direbbero improprie. Gli storici tradizionali di Pergine e del Perginese o non hanno parlato o ne hanno parlato solo sbrigativamente e non sempre con esattezza.

Nell’archivio comunale di Pergine c’è un elenco di tutte le persone, gastaldia per gastaldia, che devono pagare le tasse. È un documento scritto in tedesco e senza data. Di esso l’Alessandrini disse che lo «si può giudicare scritto alla fine del secolo XIV o nei primordi del XV». Invece la data deve essere posticipata di cento anni come si può dedurre da un elenco di soldati, pure esistente nell’archivio comunale di Pergine, datato 1499: alcuni di questi miliziotti si trovano anche nell’elenco predetto. Nel detto elenco si trova Michele Zehender che era vicario a Pergine nel 1501 e che esercitava ancora il notariato nel 1517. Si trova pure elencato Giacomo Bret (Jacob Brett) che probabilmente fu il padre di Sebastiano Bret gastaldo di Susà durante l’insurrezione del 1525. Dal predetto documento si può dedurre che all’inizio del Cinquecento gli abitanti del Perginese erano tra i 1.678 e i 1.875 e che Pergine con Zivignago formava una comunità composta da 113 famiglie. Dopo la forte mortalità della prima metà del Quattrocento che aveva ridotto ad una settantina le famiglie di Pergine, il borgo si era ripopolato e le famiglie erano quasi raddoppiate soprattutto con l’apporto di gente venuta da fuori.

Se, come si viene a sapere dal documento sopraricordato, nei primi decenni del Cinquecento a Pergine- Ziflenach (Zivignago) pagavano le tasse 113 fuochi, gli abitanti dovevano essere circa 560.  Tra le gastaldie esteriori, la più popolata era quella di Viarago poi, in ordine, quella di Susà e quindi quella di Maderein (Madrano), quella di Vierach (Vignola)-Aztenach, (Tenna), quella di Kosteneit (Castagné) e infine la più piccola, quella di Garait (Frassilongo)- Eichleit (Roveda) a cui si devono aggiungere gli abitanti di Vlarötz (Fierozzo), una quarantina circa, i quali dipendevano direttamente dal castello perché nella prima metà del Trecento i loro antenati furono chiamati da paesi tedeschi dal capitano di castel Pergine Eltele da Scena per disboscare una parte del monte di Vlarötz (Fierozzo), dando origine quindi ai masi e poi al paese di Vlarötz (Fierozzo). (continua)

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