Giuseppe Matuella: „Il mio punto di vista“ – 1°

Il pretesto per tornare su un argomento tanto scottante, quanto allo stesso tempo volutamente ignorato, ci viene dato da un articolo apparso su “Il Trentino” in data 22 corrente, con un confronto fra quanto sta succedendo in Ucraina e quanto a suo tempo successe a Trieste, ma non solo lì. Articolo uscito con un titolo decisamente inaspettato. Infatti leggendo quel “Destino Ucraino e Analogie italiane” la mente corre automaticamente a quanto subito anche da queste nostre parti da quello che allora era il Regno d’Italia.
Non è che con questo si pensi di rivangare un passato, per istigare alla violenza ed allo scontro, assolutamente no! Ma l’evidenziare il diritto alla Verità, nei confronti di una Storia taciuta e falsata, al fine di giustificare una guerra di aggressione subita dalla Terra Tirolese a partire da quel lontano 1915, questo ci sembra più che giustificato!
E quanto cada proprio a caso questo desiderio di Verità, lo va a giustificare anche una serie di fatti e fatterelli successi proprio in questi ultimi tempi, che stanno a dimostrare quanto quel tacere imposto, abbia influito negativamente sulla stessa cultura, sullo stesso giusto sapere della gente.
Parodi a Merano
Questo è dimostrato dal fatto che durante il festival del vino a Merano 2025, il giornalista Roberto Parodi ha espresso e ben propagandata una tutta sua posizione che ha generato notevoli polemiche, scrivendo sui social: «Mi fa arrabbiare vedere tutti quei cartelli in tedesco e sentire parlare tedesco, ma cosa parlate tedesco? Nel 1915-1918 gli Alpini vi hanno conquistato. Viva l’Italia, parlate italiano visto che siamo in Italia».
Urzì al Brenner
Per non parlare delle stravaganti, violente uscite del già noto alle cronache Signor Alessandro Urzì, che violentemente irritato causa alcuni cartelli posizionati su terreni privati in territorio austriaco, nelle vicinanze del confine, è uscito con un “di tutto di più”.
Come in altre occasioni, ha confermato quanto dura sia da digerire quella storia che ancora si tenta di nascondere, o se vogliamo pensare in modo più comprensivo nei confronti del soggetto in questione, quanto il suo personale sapere sia limitato in fatto di storia locale.
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