Ieri, 21 novembre l’anniversario della scomparsa dell’Imperatore Francesco Giuseppe

Francesco Giuseppe, sovrano della dinastia degli Asburgo-Lorena, ebbe un regno dei più lunghi della storia. Primogenito dell’arciduca Francesco Carlo, a seguito di vicissitudini dinastiche, dall’età di 5 anni venne cresciuto dalla madre con l’intento di farne l’erede al trono. Alla giovane età di tredici anni, intraprese la carriera militare. Nominato colonnello, cominciò ad indossare la caratteristica uniforme grigio-verde che lo contraddistinse. Divenuto imperatore a diciotto anni, quando lo zio Ferdinando abdicò durante la rivoluzione del 1848, Francesco Giuseppe riuscì a riportare l’ordine nell’impero, facendo rivivere all’Austria un periodo di splendore, che fece diventare Vienna la città più grande e bella della Mitteleuropa. Una etichetta assai rigorosa governava la vita di Corte che si svolgeva nelle innumerevoli stanze (ben 1441) del castello di Schonbrunn in Austria. Ma vorremmo ricordare i momenti conviviali per rendere il ricordo amabile: il primo gennaio avevano inizio i “pranzi di famiglia”, che poi d’inverno si ripetevano ogni domenica. L’imperatore Francesco Giuseppe occupava un posto centrale su un lato lungo del tavolo; di fronte a lui sedeva la moglie Sissi. Ai loro lati si alternavano i diversi commensali: arciduchi e arciduchesse, talora qualche principe di passaggio. Stava alle loro Maestà proporre l’argomento di conversazione, agli altri competeva soltanto di rispondere.
Decisamente divertenti erano invece i “pranzi di corte”, che si davano alla Hofburg, residenza imperiale, due-tre volte alla settimana. L’atmosfera era ravvivata dalla presenza di ospiti illustri, talora brillanti: generali, artisti, uomini politici, scienziati. Il menù in genere era composto da almeno dieci portate, ciascun piatto era servito con un particolare tipo di vino. Il servizio era eseguito con grande celerità, per cui buona parte dei commensali finiva col mangiare e bere ben poco, a tutto vantaggio dei camerieri che disponevano liberamente dei cibi avanzati. Alla corte degli Asburgo si ballavano molti valzer, polke e quadriglie (quasi sempre su musica di uno degli Strauss). Ma l’aneddoto forse più noto e decisamente suggestivo è l’aneddoto sulla nascita dei Kaiserschmarren (o Kaiserschmarrn), una piccola leggenda culinaria legata all’imperatore e alla moglie Elisabetta di Baviera (Sissi). Ne esistono varie versioni, ma l’essenza è sempre la stessa: il dolce sarebbe nato per caso, a partire da un “pasticcio” dello chef imperiale.
La versione più popolare racconta che Sissi era molto attenta alla linea e chiedeva spesso al cuoco di prepararle dolci leggerissimi. Un giorno il pasticcere di corte preparò una sorta di frittata dolce molto sottile, ma durante la cottura l’impasto si ruppe e non venne come previsto. Per non ammettere il fallimento, lo chef spezzettò tutto, aggiunse marmellata di prugne o frutti rossi, una spolverata di zucchero a velo, e lo servì comunque come “Schmarrn” – termine che in tedesco significa appunto “pasticcio”, “sciocchezza”, “cosa fatta male”.
Quando l’imperatore assaggiò il piatto, lo trovò sorprendentemente buono e pare abbia detto qualcosa come: «Portatemelo pure, è un Kaiserschmarrn! (letteralmente: “il pasticcio dell’imperatore”) Da allora, quel piatto improvvisato divenne una specialità della corte. Altre versioni raccontano che: il piatto fu inventato proprio per Francesco Giuseppe, grande amante dei dolci, e non per Sissi; il cuoco sbagliò una crepe destinata all’imperatrice e l’imperatore, sempre più indulgente, decise di assaggiarla e adottarla come dolce preferito; il nome nacque dal commento dello stesso imperatore alla mal riuscita frittata, trasformando l’errore in un successo.
Il Kaiserschmarrn nasce dunque da un errore di cucina, trasformato in un dolce imperiale grazie all’apprezzamento di Francesco Giuseppe. Oggi è uno dei piatti simbolo della cucina austriaca, bavarese e tirolese. Un dolce che sia in provincia di Bozen che in quella di Trento si trova ovunque.






