von mas 12.11.2025 11:00 Uhr

Piolets d’Or: Premio alla Carriera

Alexander Odintsov riceve il Premio alla Carriera

Foto Alexander Odintsov da comunicato APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi

Il Piolets D’Or è orgoglioso di annunciare che sarà Alexander Odintsov a ricevere il Premio alla Carriera 2025. La sua carriera ha ridefinito l’alpinismo post-sovietico, ha portato l’arrampicata russa su big wall in nuovi continenti e ha ispirato una generazione di alpinisti nei paesi dell’Ex Unione Sovietica.  Nato a San Pietroburgo nel 1957, Alexander Odintsov ha iniziato a arrampicare nel 1975 con il mountaineering club of the Leningrad Mining Institute (oggi Saint Petersburg Mining University), uno dei campi d’allenamento più stimati dell’alpinismo sovietico. Quest’anno ricorre il 50° anniversario della sua carriera d’alpinista.

Negli anni ’80 ha vinto diversi campionati nazionali diventando una figura di spicco all’interno della Soviet Technical School, conosciuta per il rigoroso focus su vie su roccia e vie miste di alto livello.  Alla fine degli anni ’80, aveva completato oltre 30 nuove vie nel Pamir Alai e nel Caucaso con grado russo che va dal 5B al 6B. Tra queste, la prima ascesa del Zamin-Karor, Asan, Bodkhona e le grandi pareti granitiche di Karavshin.
Nel 1988, il suo team ha scalato una nuova via sulla parete est della cima 4810 in Karavshin, guadagnandosi il primo posto ai Campionati URSS. Fu un punto di svolta per la carriera di Odintsov, che ottenne riconoscimento e supporto. In lui iniziava inoltre a maturare l’idea – trasformatasi poi in un progetto – di arrampicare big walls in tutto il mondo.

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la struttura che aveva supportato generazioni di climber scomparve. Odintsov trovò una nuova via per andare avanti. Nel 1994, lanciò un esperimento ambizioso intitolato “The Russian Way – Big Walls of the World”. La sua visione era idealistica e coraggiosa al tempo stesso: scalare nuove vie sulle più iconiche big walls del pianeta con risorse limitate, in stile alpino o a capsula portando avanti come team autonomi l’eredità della Soviet Climbing School, reinterpretandola.

Sotto la sua guida, nove delle dieci pareti che rientravano tra gli obiettivi sono state completate tra il 1995 e il 2011. Il progetto gettò un ponte tra due ere nella storia dell’arrampicata e costituì una pietra miliare nell’alpinismo moderno post-sovietico.
-Peak 4.810 m, Pamir-Alai, nuova via sulla parete est, stile alpino, 1995;
-Ak-Su, catena del Turkestan, nuova via sulla parete nord, stile alpino, 1996;
-Troll Wall, Norvegia, prima ascensione di Baltika, stile a capsula, 1997;
-Bhagirathi III, Himalaya Indiano, nuova via sulla parete ovest, stile a capsula, 1998;
-Great Trango Tower, Karakoram, Pakistan, prima ascensione della parete ovest, Russian Route, stile a capsula, 1999;
-Great Sail Peak, Isola di Baffin, nuova via sulla parete nord-ovest, Rubicon, stile a capsula, 2002;
-Jannu, Himalaya, Nepal, prima ascensione della parete nord, 2003-2004 (premiata con Piolet D’or nel 2005);
-Kyzyl-Asker, Kokshaal-Too, nuova via della parete sud-est, stile alpino, 2007;
-Latok III, Karakoram, Pakistan, prima ascensione della parete ovest, stile a capsula, completata con una nuova generazione di alpinisti, 2011.

Con la sola eccezione del Jannu, una linea lunga e complessa affrontata in stile himalayano, tutte le vie della Russian Way sono state completate in stile alpino o a capsula. Queste scalate hanno mostrato come la disciplina, il lavoro di squadra e la perseveranza promossi dalla Soviet School si sono potuti evolvere in una forma di alpinismo moderna, leggera e connessa a livello internazionale.

L’eredità di Odintsov va ben oltre le scalate. Iniziò a fare l’allenatore nel 1982 e nei decenni a seguire allenò diverse centinaia di climber. Ha concentrato le proprie energie nel fare da mentore a giovani team nel Kirghizistan, nel Tian Shan, in Himalaya e nel Karakoram. Ha condiviso la propria esperienza di logistica sulle big walls e i principi del lavoro di squadra, la pazienza e la fiducia reciproca in condizioni estreme. Tra coloro che hanno imparato da lui, ci sono Dmitry Golovchenko e Sergey Nilov, entrambi due volte premiati con il Piolet D’Or. Hanno descritto Odintsov come loro mentore e guida.

In oltre quattro decenni trascorsi sulle montagne, Alexander Odintsov ha trasformato le pareti in classi e le spedizioni in generazioni. La sua storia è fatta di perseveranza, fiducia e leadership creativa. Ha dimostrato come il crollo di un sistema abbia dato vita a un nuovo capitolo della storia dell’alpinismo post-sovietico.  Con una parete rimasta da scalare, Odintsov vede il futuro della “Russian Way – Big Walls of the World“ nelle mani dei suoi allievi. Il suo compimento segnerebbe per lui un passaggio simbolico di conoscenza e spirito alle nuove generazioni.

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