von mas 01.11.2025 18:30 Uhr

Un libro al mese: Lacrime nella neve

Questa è la storia di Giacinto Vinante, Kaiserjäger originario di Tesero, che si arruolò nell’esercito austriaco e fu inviato a combattere in Galizia e che nel settembre 1914 venne catturato dai Russi. Giacinto sopravvisse alla prigionia e al lungo viaggio di ritorno, arrivando a casa il 12 aprile 1920.  Ecco la sua storia, raccontata da Fiorenzo Vinante nel libro „Lacrime nella neve“, basata sul diario di Giacinto, custodito dal nipote Alessandro.  Oggi ne pubblichiamo un primo stralcio

Dettaglio della copertina del libro

Caro nonno...

Spero che queste parole ti raggiungano ovunque tu sia, e che tu possa sentire quanto profondamente ti portiamo nel cuore. La tua memoria vive con noi,  e le tue attenzioni, il tuo affetto, sono stati un faro luminoso nei nostri giorni.  Negli ultimi anni della tua vita hai riversato su di me un amore che non dimenticherò mai, e ora,  con tutto il rispetto e la devozione,  desidero restituirti un po‘ di quel calore.

Sto cercando di far conoscere ai parenti,  ai paesani, e a chiunque voglia ascoltare,  una parte della tua vita, che hai documentato con tanta cura. Quelle pagine,  scritte con inchiostro e passione,  raccontano la tua esperienza tra il 1914 e il 1920 e credo che tu abbia voluto che il tuo viaggio non fosse dimenticato. La tua storia merita di essere raccontata,  di essere condivisa e. diffusa con chiunque voglia prenderne parte. In questi oltre 100 anni,  il tuo diario ha vissuto avventure straordinarie quasi quanto le tue. Per grazia divina è ancora qui con noi. Ora finalmente è giunto il momento di pubblicarlo.

Sento una certa gelosia nel pensare di condivide i tuoi racconti, quei racconti che sono stati per me una sorta di intimità, qualcosa di prezioso riservato solo a noi familiari. Mi tornano in mente le sere d’inverno,  quando venivo a trovarti con mia sorella Nadia nella tua „stua“ per darti la buonanotte. Tu,  seduto sulla panca con la schiena appoggiata al caldo „fornel“,  immerso nelle tue letture,  alzavi gli occhi dal libro di Salgari e ci facevi segno di avvicinarci. Sapevi che noi volevamo ascoltare le tue storie,  le storie vere delle tue avventure.

Ti ricordi? Ci sedevamo sul tavolo, con i visi rivolti verso di te,  implorandolo di raccontare di Riska,  il tuo cavallo, e delle tue esperienze in Russia. Con pazienza infinita ci hai raccontato le tue storie fino a farci addormentare,  avvolti nel calore delle tue parole e nel profumo del legno della tua stanza.

Questa lettera è un piccolo tributo al tuo amore, alla tua vita,  alle tue avventure. E ora il tuo diario vivrà di nuovo,  e le tue storie risuoneranno nella mente di chi avrà la fortuna di leggerle.

Con affetto eterno,

Sandrino

La mobilitazione

Nell’anno 1914 ai 29 luglio mi trovavo in Val di Sole. Lavoravo del mio mestiere, cioè segantino.  Da molto tempo io ero molto pensieroso e teciturno, che perfino gli abitanti del paese di Piano mi chiedevano il motivo della  mia malinconia  … Ero molto pensieroso, ma che fosse guerra sul serio non credevo. Ma la mia incredulità si fece presto palese. Il giorno 29 luglio nella notte arrivarono molte carte di richiamo nel comune di Piano, la mattina seguente è pure arrivato l’avviso della mobilitazione generale … Andai defilato a Dimaro per annunziare al mio padrone che dovevo partire (…)

Arrivo a Egna e smonto da treno, trovai l’automobile che partiva per la Valle di Fiemme dove desideravo andare … Lo stradone era continuamente battuto da carri, carrozze, automobili cariche di uomini che andavano a consegnarsi. Mi inoltrai su per la valle, impaziente di trovare la mia sposa, i miei genitori e fratelli.  Finalmente arrivo a Tesero e vado quasi correndo verso la mia casa natia.  Il cuore mi batteva fortemente e quasi avevo paura a presentarmi.  In cucina trovo la madre che piangeva …

Mi fermo poco tempo, poi vado a casa della mia sposa. Viene sua madre ad aprirmi, povera madre,  era tutta tremante e non poteva nemmeno parlare, saluto la sorella e assieme entriamo nella camera dove dormiva la mia sposa.  Poverina, era seduta nel letto che pure piangeva, io mi avvicino, le porgo la mano, sul principio non trovai parole da rivolgergli, finalmente le chiedo se sta bene … Dopo alcuni minuti mi dice che sarebbe contenta di esser morta piuttosto che sopportare tanto dolore …

Consolati e fatti coraggio, cara sposa, per primo non siamo sicuri che fosse la guerra, per secondo chi va in guerra non muoiono tutti e possiamo sempre sperare che Dio mi salverà dalle palle nemiche e che al termine della guerra, che spero non durerà tanto, potrò ritornare di nuovo fra le tue braccia!“, „Oh caro sposo, tu cerchi di consolarmi, ma il mio dolore è così profondo che nemmeno le tue dolci parole mi consolano“  …

Andiamo a casa nostra e a me pareva che il cuore si spezzasse dal dolore. Andiamo a letto e cerchiamo di dimenticare con il sonno quella grande disgrazia, ma fu impossibile di dormire, la mia sposa continuava a piangere, io non piangevo ma continauvo a pensare  … Mi alzo, mi vesto da festa e andiamo assieme alla Santa Messa … Io continuo a pensare che quelle sono le ultime ore che passo vicino alla mia sposa …

Arriva mio fratello a chiamarmi. Fui costretto ad abbandonare la nostra casa, dove ero stato così felice assieme alla mia sposa, nel passare la soglia della porta mi spuntarono due grosse lacrime agli occhi, pensando che quella era forse l’ultima volta che ero entrato nella nostra camera e l’ultima volta che uscivo … Mia moglie chiuse la porta. Andiamo a casa dei miei genitori per salutare essi pure, forse, per l’ultima volta. Lì trovai il padre e la sorella, la madre era già partita per andare alla Messa, di certo per non vederci andar via  …

Oh mio Iddio, che momento fu quello per me! Io abbracciai mia moglie, la strinsi al mio cuore, gli diedi un bacio sulle sue labbra tremanti. „Addio Giovanna sposa mia, prega per me e abbi sempre fiducia in Dio, vedrai che mi salverà, devo dirti che ti scriverò tutti i giornj finchè arriverò sul primo combattimento, ma poi non ti scriverò più perchè, se per mancanza di tempo dovessi tralasciare alcuni giorni di scrivere oppure se una lettera andasse perduta, tu mi crederai già morto e perciò ti avverto prima e fino a tanto che non ti arriverà l’annuncio della mia morte, sta sempre tranquilla e con buone speranze“. Gli do un altro bacio e poi mi allontano da lei …

Così abbandonai la mia casa  dove ero nato e dove ero cresciuto sotto la protezione dei miei buoni genitori, dove non ricevetti che il bene. Qui lasciavo la mia amata sposa assieme a mia sorella, tutte e due che piangevano fortemente, esse mi accompagnarono fin sulla soglia della porta, poi ci seguirono con lo sguardo e col pensiero …

(Io e il fratello) andiamo alla cancelleria comunale, il carro era già pronto e  partiamo dal nostro paese assieme al Camillo e al Giuseppe della Gnagna.  A Egna troviamo tutti quelli che erano partiti il giorno avanti. Alle sei di sera montiamo sul treno .. e partiamo per Hall a consegnarci.

Fiorenzo Vinante, nato a Borgo Valsugana nel 1965 e oggi pensionato, risiede a Telve con la moglie e il figlio. Animato da una profonda passione per la genealogia, si è dedicato alla ricerca di documenti d’archivio per ricostruire alberi genealogici e dinastie dei cognomi storici del suo paese. Da sempre impegnato nello studio della storia locale, ha svolto un’intensa attività di ricerca documentale, contribuendo alla salvaguardia della memoria storica della Valsugana. La sua dedizione lo ha portato a collaborare con diversi studiosi del territorio, in particolare nell’ambito del censimento dei caduti della Prima Guerra Mondiale.

La vicenda di Giacinto Vinante, narrata in forma di diario, non si configura come un semplice memoriale, ma si trasfomra in un racconto ricco di sfumature romanzesche. Questo sguardo su un frammento di storia ci invita a riflettere – se ce ne fosse bisogno –  sulla crudeltà della guerra.

„Lacrime nella neve“ è disponibile presso la libreria „Il ponte“ a Borgo Valsugana; presso L‘ edicola Tabarelli a Cavalese; presso la Cartolibreria Deflorian di Tesero. alla Libreria Ancora a Trento. (Ex Artigianelli)

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