Il medaglione? Dipende…

Due cerimonie, nello stesso luogo e con lo stesso scopo: quello di ricordare i caduti della Prima Guerra Mondiale. Ne avevamo già scritto qui su UT24: la prima si è tenuta il 26 settembre, in occasione dello svelamento di una targa a ricordo dei soldati proveniente da Galizia e Bucovina, caduti sul fronte tirolese, il nostro; la seconda, il 14 ottobre, data in cui la Provincia di Trento ha istituito la „Giornata in ricordo delle vittime e dei caduti trentini della Grande Guerra.
In entrambe le cerimonie, si parla di sudditi dell’Impero Austriaco, di soldati cadutiindossando la divisa imperiale. Ricordiamo infatti che a fronte di 65.000 tirolesi di lingua italiana richiamati nelle fila dell’esercito austriaco e di diverse migliaia di Staandschützen volontari, con oltre 13.000 morti, si contano meno di 900 fuoriusciti che voltarono le spalle a Heimat e Vaterland per andare ad arruolarsi nel Regio Esercito Italiano,con poco più di 300 caduti: una percentuale davvero esigua.
Considerato tutto questo, la partecipazione del sindaco di Trento, dove si trova appunto il cimitero monumentale che ha ospitato entrambi i momenti di commemorazione, era non solo scontata ma dovuta.
E non solo scontata, ma ugualmente dovuta, sarebbe dovuta essere – a nostro modo di vedere – anche la scelta del simbolo da indossare in entrambe le occasioni: non certo la fascia tricolore, emblema di uno stato, quello italiano, il cui ingresso in guerra – non voluto dalla stragrande maggioranza della popolazione ma deciso da un Re e due Ministri con metodi da colpo di stato – ha appunto causato dolore, sofferenza, distruzione nella nostra Terra, e moltissimi dei caduti che si era in procinto di ricordare;Â ma il medaglione previsto dalla normativa regionale.
E invece.. no! Il sindaco Ianeselli ha ben pensato di indossare la fascia tricolore in occasione della prima cerimonia, svoltasi in presenza del console ucraino e di diverse autorità civili e militari e delle associazioni combattentistiche (italiane). Mentre alla seconda cerimonia, organizzata dalla Federazione Schützen del Welschtirol nella Giornata in ricordo delle vittime e dei caduti trentini, ha partecipato con il medaglione.
E noi ci chiediamo: PERCHE‘? Quali strani motivi ci possono essere dietro questa diversità di scelte, per noi assolutamente incomprensibile? Forse perchè nella seconda cerimonia (tra l’altro per nulla pubblicizzata da Provincia e Comune) si ipotizzava sarebbero stati presenti solo la rappresentanza degli Schützen e una mezza dozzina di cittadini austriacanti? Il dubbio è legittimo…
Unica consolazione è la prova provata che il Comune di Trento possiede il medaglione del sindaco. Chissà se finirà nuovamente a riempirsi di polvere e ragnatele nel cassetto in cui viene accuratamente custodito, o se avremo modo di vederlo ancora indossato…






