Il film „La Guerra d’Italia“ a Pejo

Domenica 12 ottobre alle ore 16.00, presso il Cinema Teatro “alle Terme” di Peio Fonti, verrà proiettata in prima assoluta in Val di Sole la pellicola “La Guerra d’Italia a 3.000 metri sull’Adamello” del regista Luca Comerio. Si tratta di un documentario originale, straordinario – si legge nel comnicato – oggi restaurato, girato nella primavera del 1916 sui monti dell’Adamello lì dove si svolsero alcuni dei fatti più noti e drammatici della “Guerra Bianca” durante il Primo conflitto mondiale. In esso sono rappresentati momenti di vita quotidiana degli alpini a 3.000 metri lì dove le condizioni erano davvero estreme. L’appuntamento di Peio è promosso dal Centro Studi per la Val di Sole in collaborazione con il Comune di Peio, il Museo „Pejo 1914 – 1918 La Guerra sulla Porta”, l’Ateneo di Udine e l’Unità di Missione Strategica – soprintendenza per i beni e le attività culturali della Provincia Autonoma di Trento.
Del film avevamo già scritto al momento della „prima“ al Trento Film Festival (ecco qui il link all’articolo di UT24: LA GUERRA D’ITALIA…“), esprimendo una serie di perplessità: Siamo certi che il film abbia un notevole valore documentaristico. Dopo tutto, il fronte era lo stesso, per „gli alpini accompagnati dai fedeli muli“ da un lato e per i nostri nonni e le nostre nonne, Kaiserjäger, Standschützen, lavoratori militarizzati o portatrici che fossero, dall’altro. Ma proporne la proiezione a Trento presentandola come se qui fossimo a Torino o a Roma, senza la minima contestualizzazione, senza accennare nemmeno di striscio al fatto che il Tirolo allora faceva parte dell’Impero, che in mezzo a quella stessa neve, ma indossando un’altra divisa, c’erano appunto anche i nostri nonni… non ci sembra il massimo“ avevamo obiettato allora.
Alle nostre riflessioni, si aggiungono quelle di Giuseppe Matuella, che alla notizia della proiezione ha commentato pacatamente, ma con la sua abituale precisione e puntualità:
„Documento davvero interessante, che mette in mostra la storia di quei poveri diavoli che costrinsero a marciare quel 24 maggio 1915 verso la frontiera, per far contro il nemico una barriera com’è stato scritto! Barriera che agli effetti non serviva, in quanto non c’era nessuna frontiera da difendere!“ – scrive Matuella nel suo intervento social.
„Sono invece stati usati a loro insaputa per una volgare guerra, come sono volgari tutte le guerre! Questa anzi la si può definire peggio ancora, in quanto fu una guerra di aggressione vera e propria, dichiarata perfino contro il volere del popolo italiano e del suo Parlamento, al solo scopo di soddisfare una fame di conquista di Terra altrui, che mai e poi mai era stata italiana!“
„Giusto quindi ricordare anche quei poveri alpini – conclude Giuseppe Matuella, alle cui parole non possiamo che associarci – ma altrettanto giusto inquadrare il tutto nella vera luce!“






