Un libro al mese: Una rosa per Manuela

La piccola autovettura rossa varcò il cancello della villa e imboccò il vialetto che conduceva al garage. Manuela tirò un sospiro di sollievo, sapeva che sua figlia sarebbe tornata dopo le nove. „Lei è a casa, ma Umberto, accidenti! Perchè non è ancora qui? Dove diavolo si è cacciato?“.  Avvertiva dentro di sé uno strano turbamento, una brutta senzazione, come se vi vosse un pericolo in avvicinamento … „Fede, sono le nove passate e papà non è ancora tornato! Non risponde neanche al cellulare!“ Federica non aveva fatto in tempo a chiudere la porta e a togliersi il cappotto che sua madre le aveva rovesciato addosso tutta la sua preoccupazione. „Ti ha detto dove andava?“ „No. Cioè si, per funghi, ma non... “ „A che ora è partito?“ „Verso le due. Non è da lui tardare così, senza avvisare. Non è mai successo in vent’anni di matrimonio!“
Si avvicinò alla finestra e guardò fuori. I boschi di conifere che avvolgevano la montagna di fronte erano diventati un’informe macchia scura, schiacciata fra i tetti delle case e un cielo blu cobalto che diventava sempre più cupo. „Provo a sentire Nicola, mamma, lui saprà cosa fare„
Il giovane maresciallo della locale stazione dei carabinieri stava tornando verso casa. Sentì squillare il telefonino nella tasca interna della giacca. „Ciao, Federica, dimmi!“ „Nicola, scusa se ti chiamo a quest’ora. Si tratta di mio padre Non è ancora tornato a casa e non risponde a cellulare.“ „Vuoi fare un salto qui in stazione, così vediamo insieme come affrontare il problema?“ … Sette ore di irreperibilità non sono molte, ma neanche poche, pensò, ritornando velocemente sui suoi passi (…)
Federica arrivò subito. Nicola la fece accomodare nel suo ufficio e raccolse tutte le informazioni utili a inquadrare la situazione. „Questa non è una vera e propria denuncia di scomparsa, è una semplice segnalazione. Noi abbiamo l’obbligo di dare il via alle operazioni di ricerca, coinvolgendo naturalmente anhe la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, il Soccorso Alpino, le associazioni di volontariato ecc. Adesso tu torna a casa e cerca di tranquillizzare tua madre, che pensiamo a tutto noi.“ „Ok! Però fatemi sapere cosa succede, tenetemi informata per qualsiasi cosa.“ „Si, naturalmente. Vedrai che andrà tutto bene.“   (…)
Passarono una decina di minuti e il piccolo paese di montagna si animò improvvisamente, sebbene fossero quasi le dieci di sera e di solito non girasse un cane, a quell’ora. Seiville contava poco meno di tremila anime, disseminate in sei frazioni. Stava a metà di una stretta valle alpina percorsa da un fiume che si poteva definire tale solo nel periodo del disgelo (…)
Dalla finestra del soggiorno Federica vide sfrecciare una dietro l’altra, a sirene spiegate, due camionette dei Vigili del Fuoco e alcune automobili, che probabilmente ospitavano i volontari della locale stazione del Soccorso Alpino. Una di queste si fermò e ne scese Tobia, un amico di famiglia. „Hai una qualche idea di dove tuo padre possa essere andato?“ „Purtroppo no, papà è geloso dei suoi posti da funghi. „Vediamo se riusciamo almeno a localizzare la sua automobile … stai tranquilla, ci sentiamo più tardi.“ (…)
Verso le dieci e mezza ricevette una telefonata. Tobia la informava che avevano ritrovato l’automobile parcheggiata lungo la strada che portava alla malga. „E‘ già qualcosa – pensò – almeno sanno dove cercare. Ma cosa poteva essergli capitato? Era caduto, aveva avuto un malore, perso i sensi…“. Il pensiero che suo padre fosse in difficoltà e che lei non potesse fare niente per aiutarlo la angosciava sempre di più. (…)
Federica andò in cucina e si sedette accanto a sua madre, cercò di tranquillizzarla, di farle coraggio. In mezzo alla tavola, il vasetto in vetro dal collo lungo ospitava una rosa rossa. Arrivava immancabilmente ogni anno, da quando si era sposata, sempre il medesimo giorno, quello del suo compleanno. Nessun biglietto, nessun messaggio, attraverso il quale risalire all’identità del mittente. „Non sbaglia un colpo il tuo spasimante, mamma, eh? Tutti gli anni preciso come un orologio svizzero. Ma un’idea di chi possa essere, ce l’hai?“ „Si, ce l’ho, ma è solo un’idea.“
Gianpaolo Antolini è nato e vive a Tione di Trento. Laurato in architettura, ha lavorato come libero professionista e insegnato per molti anni nella Scuola Secondaria. Ama la musica e l’arte, dipingere e scrivere. E‘ autore premiato di racconti brevi, la maggior parte dei quali hanno come protagonisti l’uomo e l’animale in ambiente alpino.
„Una rosa per Manuela“ è il suo terzo romanzo, dopo „La linea rossa“ e „Ciao Prof“. E‘ stato segnalato alla XIV edizione del Premio Giuseppe Papaleoni „per avere saputo costruire con perizia una trama noir (quasi un thriller) con un finale del tutto imprevedibile, uno squarcio di verità che conferisce spessore retrospettivo a tutta la storia e obbliga il lettore a reinterpretarla per intero in una luce nuova“. Non possiamo che condividere: anche noi, giunti all’ultima pagina e assolutamente sorpresi dall’epilogo, abbiamo voluto rileggere il libro, scoprendo dettagli e particolari che alla prima lettura ci erano sfuggiti o che non avevamo preso nella dovuta considerazione.Â
„Una rosa per Manuela“ è un libro avvincente che, al di là della trama „gialla“, riesce a raccontare le dinamiche di una piccola comunità , con tutto il bene ma anche tutto il male che vi possono convivere. Chi non riuscisse a trovarlo in libreria, può richiederlo direttamente all’autore, contattandolo via mail a giantmax@tin.it






