Lo schiaffo “tolomeico” (96)

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi…
Il cognome Krautgartner, di origine germanica, appare principalmente nelle regioni di lingua tedesca, anche in Südtirol, soprattutto in località Sterzing, Brixen, Mittelwald, Freienfeld, Rodeneck. Sicuramente Tolomei sapeva che Kraut in tedesco significa “erba”, “pianta” o anche “cavolo/verdura” (a seconda del contesto) e che Gärtner significa “giardiniere”, un cognome “occupazionale” o “professionale”, usato per indicare la persona che svolgeva il mestiere di coltivare ortaggi, erbe aromatiche o probabilmente cavoli, oppure che gestiva un orto o giardino di erbe. Così prendendo la palla al balzo lo italianizza in Dall’Orto. Anche con Krautgasser usò un simile metodo: a parte “Kraut”, Gasser deriva da Gasse, che significa “vicolo, strada stretta”, oppure da un abitante di una “Gasse”, cioè “colui che abita in una via/vicolo”. Mettendo insieme le due parti, Krautgasser probabilmente indicava originariamente “colui che abita in una strada/via dove si coltivano erbe/verdure” oppure “abitante vicino a un orto/herbarium” o “colui che vive in un vicolo in cui c’è un orto di erbe/cavoli”. È un cognome toponimico+descrittivo: fa riferimento sia al luogo (via, vicolo) sia a una caratteristica del luogo (kraut = erba/verdura). Tolomei non si fa perdere la ghiotta occasione di modificarlo in un ridicolo Cavolaia (cognome inesistente in Italia) e Dallavia (solo 3 le famiglie con questo cognome in Italia).
più genericamente, “colui che taglia / pratica un taglio (schneiden)” in senso strettamente manuale. Com’è che lo violenta stavolta il matto? Con Segadori! Anche questo, cognome inesistente!
Con Krismer, invece, l’alienato italico chissà cosa gli sia preso perché lo modificò in Grisi confondendolo con “Gris-mar”, griso o grigio. Invece, in Tirol e zone alpine, le variazioni linguistiche locali (dialetti tedeschi alpini) potrebbero aver modificato la forma originale, da Christian. Potrebbe essere che “Kris‑” (da Christ‑ / Krisch‑ / Krischan) + un suffisso come -mer che può derivare da “‑mann”, “‑meier”, “‑er” ecc. Insomma, un altro enorme sproposito tolomeico (continua)






