von mas 05.08.2025 06:45 Uhr

Musei del Tirolo: Preghiere di vetro

I Kromeri della Bersntol nel loro peregrinare, hanno incontrato i contadini della Transilvania: questo mescolarsi di storie e di fede viene raccontato in una nuova mostra, da poco inaugurata al Museo per Via di Pieve Tesino.

Foto Ufficio Stampa PAT / Elaborazione UT24

Lo scorso 18 luglio  al Museo Per Via di Pieve Tesino è stata inaugurata la mostra „Preghiere di vetro. Leggende Per Via. Storie di commercio ambulante nell’Europa orientale“: un percorso tra le opere di Luigi Ballarin e i racconti di Mauro Neri per scoprire l’incontro tra i kròmeri, gli ambulanti della Bersntol, e le leggende dei contadini della Transilvania. Una storia di scambi e di influenze reciproche che porta dritto nel cuore dell’Europa.

La mostra è realizzata in collaborazione con il Bersntoler Kulturinstitut e con il patrocinio dell’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta.

Il Museo Per Via di Pieve Tesino prosegue i fili della ricerca iniziata l’anno scorso per il decennale e amplia lo sguardo anche ad altri ambulantati, alla ricerca di connessioni e differenze con l’esperienza tesina. Per la mostra temporanea di quest’anno, che proseguirà fino all’11 gennaio, è nato un dialogo con l’esperienza dei kròmeri, gli ambulanti della Bersntol che ogni anno, in autunno, partivano dalla loro terra in cerca di fortuna. Vendevano di tutto, dagli utensili per la merceria alle pietre focaie, dalle stampe devozionali alle icone di vetro, e tornavano nel calore delle loro famiglie solo per il periodo di Pasqua.

Gli itinerari percorsi dai kròmeri lungo le strade dell’Impero asburgico li portarono soprattutto verso l’Europa orientale, sino alla regione romena della Transilvania. Ed è proprio da questo approdo che nasce lo spunto per la mostra Preghiere di vetro. Leggende Per Via. Per cercare conforto dal freddo dell’inverno, i kròmeri cercavano ospitalità nelle famiglie contadine della Transilvania. La nostalgia di casa dei commercianti veniva alleviata non solo dall’accoglienza di questa nuova comunità, ma anche dalle voci che, attorno al fuoco, raccontavano leggende incredibili. Alcune mai sentite prima, altre invece molto familiari, con protagonisti dai nomi diversi ma trame simili a quelle che si ascoltavano nei filò delle valli tirolesi.

Lo scrittore Mauro Neri, raccoglitore e divulgatore di leggende, ha guardato a questo scambio culturale inedito come a una possibilità per ragionare sui punti che uniscono le trame dei viaggi ambulanti e della cultura europea. Ha ideato quindi un percorso di “narrative popolari” tra la nostra Terra  e la Romania ed ha affidato al pittore veneziano Luigi Ballarin, infaticabile viaggiatore contemporaneo sulle strade balcaniche e mediorientali, il compito di tradurre in immagini e colori quel patrimonio immateriale. Il percorso che prende vita nella prima parte della mostra è quindi un rimando continuo tra le parole scritte da Neri e la serie di opere di Ballarin, alla ricerca di storie e miti dell’immaginario mòcheno e rumeno.

Nella seconda parte, invece, lo spunto viene dalle icone di vetro che i kròmeri vendevano e che i contadini dipingevano proprio durante quei mesi invernali. Soggetti di devozione popolare ortodossa, semplici nelle forme, ma dai colori vivaci e traboccanti di religiosità. Ballarin riprende questi motivi, spesso ispirati a episodi dei Vangeli e ai Santi, e li ripropone su tela con colori acrilici e smalti. Il percorso si conclude con due icone dipinte direttamente su vetro dallo stesso Ballarin.

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