Briciole di Memoria: A volte ritornano… – 1° parte

Il primo intervento di Zoller
Il tutto ha inizio con una nota di Nicola Zoller (ex consigliere provinciale, socialista da sempre, che ora – come si descrive lui stesso – „nell’età libera si dedica a ricerche storiche e letterarie“), nel 150° della nascita di Battisti.
Nel presentare la sua recente ricerca „Quaranta Storie“, Zoller fa riferimento al capitolo „La prima guerra mondiale era imprevedibile“, nel quale espone alcune sue considerazioni sulla „storica figura risorgimentale e socialista, sulla quale in Trentino – Alto Adige / Südtirol (NdR: citazione testuale) rimangono ancora valutazioni divergenti.“ Fra le altre cose, Zoller paragona Battisti al cecoslovacco Masarik, anch’egli parlamentare a Vienna come Battisti: entrambi si fecero „soldati per liberare le nazionalità oppresse dell’impero austro-ungarico„; cita inoltre la storica italiana Maria Garbari, Claus Gatterer, Silvius Magnago. E conclude auspicando che le sue considerazioni, “ grazie ai media regionali di ampia diffusione, possano essere riproposte alla nostra comunità regionale per una condivisione più ampia e convinta dell’opera battistiana„.
La replica di Matuella
A Zoller qualche giorno dopo risponde Giuseppe Matuella. Come i nostri lettori ben ricordano, il rigoroso ricercatore storico su Battisti ha pubblicato ben ue libri, basati su documenti inoppugnabili, la maggior parte dei quali di provenienza italiana (presentati anche qui su UT24 nella rubrica Un Libro al Mese).
„Ancora con i tradimenti negati di Cesare Battisti. E‘ decisamente strano che il signor Zoller non abbia altra carne da mettere al fuoco. Questo per dire che quanto pubblicato è una ripetizione perfetta, accurata, di quanto già da lui pubblicato in data 22 luglio 2023. Potremmo rispondere al suo scritto pubblicando quanto ha fatto come risposta da parte nostra a quell’intervento, ma avrebbe il sapore di una presa in giro per i lettori e questo non rientra nel nostro modo di fare. Di ripetitivo da parte nostra c’è solo il giudizio finale, cioè che Battisti, stando a fonti più che attendibili di origini prettamente italiane, molto vicene alla sua cerchia o addiruttura provenienti da scritti della sua famiglia, ha operato ai danni della sua, nostra Terra Tirolese, come spia, come “informatore”, secondo certi storici locali, che cercano di attutire come possono la vera attività dell’uomo. Il tutto a vantaggio del Regno d’Italia.
Lo stesso vocabolario della lingua italiana “Zingarelli 2007” so permette di definire spia, per cui traditore, ‚chi riferisce di nascosto cose per cui altri pssono subire punizioni o danni e sim.‘. Tutte cose che Battisti ha ampiamente portate avanti, ovviamente documentabili, in barba a quanto dice il signor Zoller.
Per cui lasciamo perdere certe uscite che si aggrappano all’impossibile per sgravare il peso dell’operato battistiano e puntiamo invece gli occhi su realtà innegabili che danno la conferma di quanto Battisti abbia tradito, spiato, si sia reso corresponsabile di una guerra e di tutte le conseguenze della stessa. Una guerra voluta da pochissimi personaggi, il re Vittorio Emanuele III, e i ministri Salandra e Sonnino che, a mezzo del famoso e segreto Patto di Londara, hanno anche questi letteralmente tradito la fiducia del popolo italiano (socialisti compresi), dichiarando quella guerra addirittura all’insaputa della stessa politica italiana, come risulta da un documento della Camera dei Deputati (italiani), anno 1904/1927.
Per cui, dopo tanti anni, sarebe più onorevole accettare quelle che possono essere verità anche pesanti, ammettendo lo sbaglio, e tenendo anche conto che il confronto e la pacata e onesta discussione, potrebbero anche dare frutti positivi per tutti, e sarebbe anche cosa più onorevole piuttosto che sparare ingiustificate offese come fatto in un recente passato da “eminenti” si fa per dire, storici locali.“






