Tracce di fede: Antonio, il „Santo“

Tracce di fede, indelebili. Sono quelle che caratterizzano l’intero territorio tirolese. A volte sono segni importanti, dipinti o sculture di artisti noti e famosi. Altre, forse la maggior parte, sono opera di semplici artigiani dotati di senso artistico e di innata manualità , altre ancora sono il risultato dell’impegno, elementare ma originale, del proprietario del fondo o del maso. Ma di qualsiasi opera si tratti, questi segni stanno a testimoniare la fede, quella di un tempo e quella di oggi.
Attraversando il paese di Poia, abbiamo notato un’antica casa che, nonostante la recente ristrutturazione, è riuscita a conservare tutte le caratteristiche dell’architettura tradizionale del Lomaso: il „pont“ che conduceva alla „era“, il fienile; i graticci in legno dove appendere le spighe di granturco; le finestre piccole a tenere fuori il freddo ed portali in pietra lavorata. E non poteva mancare, sulla parete dell’edificio, in parte adibito ad abitazione ma in parte di uso agricolo, la raffigurazione di Sant’Antonio.
Quasi il Santo assoluto, per le famiglie contadine di allora, che nella stalla avevano due mucche, qualche capra, il maiale, e su, sull’era, il fieno per nutrire il poco bestiame durante i lunghi mesi invernali. Ed è davvero bello ritrovarlo ancora, oggi come un tempo, con il Bambino in braccio ed il fiore di giglio in mano, a proteggere gli abitanti della casa ed anche chi, come noi, si trova a passargli davanti, e non può non mormorare un saluto ed una preghiera…






