Tracce di fede: San Cristoforo…dimezzato

Tracce di fede, indelebili. Sono quelle che caratterizzano l’intero territorio tirolese. A volte sono segni importanti, dipinti o sculture di artisti noti e famosi. Altre, forse la maggior parte, sono opera di semplici artigiani dotati di senso artistico e di innata manualità , altre ancora sono il risultato dell’impegno, elementare ma originale, del proprietario del fondo o del maso. Ma di qualsiasi opera si tratti, questi segni stanno a testimoniare la fede
Camminando tutto attorno al Lago di Ledro, siamo passati anche da Mezzolago. E qui, caso fortuito ma oltremodo curioso, abbiamo trovato … mezzo San Cristoforo! Â
Sulla facciata esterna della piccola chiesa del paese, dedicata a San Michele Arcangelo, si può ammirare un bellissimo affresco di San Cristoforo, che però è visibile solo per metà . La chiesa risale al 15. secolo, e l’immagine del santo traghettatore risale probabilmente a quell’epoca: viene infatti menzionata nel 1537, in occasione della visita pastorale del vescovo Bernardo Clesio. Fra il 1633 e il 1904, la chiesetta fu sottoposta a vari restauri ed ampliamenti: in uno di questi venne aggiunta la cappella laterale „colpevole“ del dimezzamento di Cristoforo.
Così al Santo restano un po‘ più di mezza aureola, mezzo torace, una sola gamba, la parte superiore del bastone che lo aiuta ad attraversare il fiume dalle acque impetuose. Osservando più da vicino, magari anche solo avvicinando la raffigurazione con la telecamera della macchina fotografica o del cellulare, si nota il piccolo piede del Bambino Gesù, seduto sulla spalla del Santo e, poco sotto, la punta delle dita della mano che lo sorregge, appoggiandosi al fianco.
Un mezzo Santo, quindi, qui a Mezzolago… ma tutta intera è la fede di chi ancora oggi, passando, rivolge a Cristoforo la sua preghiera.






