von mas 12.12.2021 08:50 Uhr

Tradizioni: 12 Dicembre, vigilia di Santa Lucia

Con Roberto Bazzanella, alla ri-scoperta di tradizioni, usanze, credenze popolari del Tirolo.

12 Dicembre, La Vigilia di Santa Lucia

“Santa Luzia l’èi ki vesina, puteloti ne a dromìr.
Meté fora sàl e farina e no feve pù sentìr”.
La vigilia della festa di Santa Lucia, il 12 dicembre, nelle antiche terre venete e in parte del Tirolo, in casa si preparano dei piccoli pani dolci con farina, lievito di birra, un poco di zucchero. Li si fanno a forma di asinello e di scaletta, simboli dell’animale che accompagna la Santa e della scaletta che la stessa Santa potrà usare per arrivare in casa a recare i suoi doni.
La sera del 12 poi i bambini, dove si svolge, partecipano alla “strozega”, un giro del paese muniti di catene di ferro o altro, facendo un forte rumore. In casa, prima di andare a letto, dopo aver detto con particolare fervore le orazioni, si canta la melodia dedicata a santa Lucia:
“Santa Luzia l’èi ki vesina, puteloti ne a dromìr.
Meté fora sàl e farina e no feve pù sentìr”.

 

Dopo il canto i bimbi mettono sul davanzale della finestra un piatto con un pugno di farina bianca per la Santa e un poco di sale grosso per l’asinello. Al mattino del 13 dicembre nel piatto si potrà trovare, portato dalla santa, qualche regalino, qualche dolcetto, “carobole”, fichi, biscotti, e magari, per i meno buoni, una bacchettina in legno di sambuco.

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