Città della cultura italiana: né Trento né Merano

„Giusto che non sia passata la loro nomina di Merano a capitale nazionale della cultura, come già per Trento lo scorso anno: la storia di questa terra è profondamente diversa. Dopotutto, qui è Italia solo da 100 anni e non certo per scelta!„
Il messaggio che ci arriva da un lettore è chiaro, e riflette le polemiche nate lo scorso anno per la candidatura della città del Passirio, soprattutto per il „taglio“ dato al dossier di presentazione, che descriveva gli abitanti locali come „scarsamente cordiali, insofferenti, dalla mentalità piuttosto chiusa“ ed il Sudtirolo come un mondo passatista ed arretrato „un luogo in cui la salvaguardia di usi e costumi è preoccupazione prioritaria“, mentre, di contro, lanciava un progetto incentrato sulla globalizzazione spinta e sulla „contaminazione“ a tutto campo, culturale, sociale, addirittura gastronomica.
Si ripete quindi, quasi in fotocopia, la vicenda di Trento. Anche quel dossier di candidatura e aveva suscitato critiche e perplessità: pareva quasi si volesse dare risalto alla presunta italianità di Trento “Città degli Alpini” (con tutta una serie di passaggi ed iniziative legate da Battisti e Filzi a Mussolini, dal Doss Trent all’adunata ANA), dimenticando volutamente oltre sei secoli di storia .
Niente da fare, quindi: quest’anno al posto di Trento c’è Palermo, nel 2020 non sarà Merano, ma Parma. Il nostro lettore non nasconde di essere contento:
„Tutto è bene quel che finisce bene. Dopotutto, Merano e Trento non sono Italia!“






