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  • Briciole di memoria 26: E trovammo solo macerie…

    L’appuntamento settimanale con Massimo Pasqualini: aneddoti, racconti, ricordi ed immagini dal Tirolo di Lingua romanza.

    Non è facile raccontare la Nostra Storia: tante tracce sono state cancellate, tanti ricordi dimenticati, tanta memoria nascosta.
    Succede ancora oggi, e sono d’accordo con gli amici Andrea e Giuseppe che, qualche giorno fa, commentavano a questo proposito:

    Il problema è che i più vivono nella totale ignoranza storica di ciò che sono stati i loro nonni e bisnonni ed è questo che manca al “Trentino”, cioè al Tirolo di lingua italiana. Molti, pur avendo la verità sottomano, cancellano le radici, ed alcuni sono pure pagati per farlo. Ma la differenza che deve renderci orgogliosi è proprio questa! Noi lavoriamo gratuitamente per il gusto di vedere la VERITA’, gli altri vengono pagati per inventare menzogne che vadano a coprire le menzogne raccontate in passato. Stanno rotolandosi in un fango appiccicoso dal quale non possono più uscire, se non dicendo la VERITA’… quella che noi vogliamo, e di verità ne esiste una soltanto

    Mi è capitato, non molto tempo fa, di mostrare ad alcuni ragazzi una serie di immagini dei nostri paesi, scattate durante e subito dopo la fine della Guerra: quella Guerra che non volevamo, quella Guerra che abbiamo subito, quella Guerra che ci ha strappato le radici, che ha tentato di cancellarci l’anima. I loro sguardi, increduli, mi hanno fatto capire che c’è ancora tanta strada da fare: ma è una strada che va percorsa.

    Ripropongo qui alcune di quelle immagini: i nostri nonni furono profughi, sfollati, confinati, soldati, prigionieri; quando tornarono, spesso trovarono solo macerie. I superstiti dovettero ricominciare da zero, sudditi di uno stato che li aveva “redenti” a forza, orfani della loro vera patria, con una Heimat da ricostruire pietra su pietra. E c’è ancora lavoro da fare…

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